mercoledì 28 dicembre 2011

Sindaco Bonaiuto: la misura è colma!

Quanto l'amministrazione di Paolo Bonaiuto ci ha costretti ad assistere in questi giorni ha del vergognoso: da un lato lo sperpero di quasi 60 mila € per delle festività Natalizie assai discutibili nel contenuto, nella forma ed ancor più nelle modalità organizzative, la cui gestione sarebbe stata affidata, a quanto si apprende in "modo padronale", ad un'associazione direttamente riconducibile a compagini consiliari e politiche ben individuabili; dall'altro il mancato pagamento dello stipendio di dicembre e della tredicesima ai dipendenti comunali.

Mentre lui, il sindaco, nel contempo si fa vergognosamente liquidare la propria indennità di carica del mese in corso, come se il Natale dovesse trascorrerlo soltanto lui, e non anche i quasi ducecentocinquanta dipendenti del Comune: un diritto per sé garantito, ma a tutti gli altri negato!

La misura è veramente colma, sindaco Bonaiuto e non ne possiamo più di tutte queste spese inutili e costose, dal sapore assai clientelare e sulla cui reale congruità avanziamo fortissime remore: come si fa a pagare 10 mila € per una scarna illuminazione natalizia di fronte alle profonde difficoltà di cassa dell'Ente?
E poi apprendiamo che nella vicina Portopalo l'amministrazione comunale per l'illuminazione di Natale ha speso appena 1.300!!! Come mai tutta questa differenza? E che senso ha organizzare delle costose quanto inutili manifestazioni in piazza?

Per quale indecente ragione il sindaco si liquida la propria indennità di carica, lasciando a secco i dipendenti del proprio stipendio a Natale?
Questo scempio sistematico delle casse comunali assume sempre più i contorni di un vero e proprio "saccheggio" delle poche risorse economiche rimaste, specie in questo periodo di gravissima crisi per tutti.

Per questa ragione chiederemo alla Procura Generale della Corte dei Conti e all'Assessorato Regionale alle Autonomie Locali di intervenire tempestivamente per scongiurare il rischio del fallimento del nostro Comune, ipotesi che sotto il governo di Paolo Bonaiuto si fa sempre più concreta, con l'avallo di qualche satrapo che con questo sindaco spadroneggia nel palazzo di città.

Sperando, infine, che il nuovo anno posso essere migliore rispetto a quello che sta per concludersi, colgo l'occasione per abbracciarVi fraternamente tutti agurandoVi un

Buon 2012! (nonostante i sacrifi richiesti dal governo e... nonostante questo sindaco!)

Roberto Bruno

mercoledì 21 dicembre 2011

A volte ritornano: il parco eolico come la discarica?

Due anni fa (la vigilia di capodanno 2009) il sindaco Paolo Bonaiuto, nel silenzio e con il benestare della sua maggioranza, approvava in linea tecnica la variante per la realizzazione di un impianto eolico all’interno del territorio comunale. Bonaiuto parlava di “mini eolico”, ma il PD, carte alla mano, scopriva che quell’impianto prevedeva pali alti oltre 100 metri: altro che mini eolico!

L’allarme lanciato nelle settimane scorse dal coordinatore di Legambiente sull’esistenza “sottotraccia” di un progetto per la realizzazione di un parco eolico nel nostro territorio ci riporta quindi indietro a quei tempi e a quella vicenda.

Martedì 20 dicembre una delegazione del PD di Pachino (Roberto Bruno, Vitaliano Dilorenzo e Corrado Carnemolla) ha verificato presso l’Assessorato Regionale all’Energia e all’Industria lo stato del procedimento amministrativo del progetto in questione: è emerso che la conferenza di servizi prevista per lo scorso ottobre è stata rinviata a data da destinarsi.

Ma rimane alta la nostra attenzione sulla vicenda, e abbiamo chiesto all’on. Bruno Marziano di presentare tempestivamente un’interrogazione al fine di conoscere l’iter completo del procedimento e i passaggi già consumati.

Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà sull’impianto di parchi eolici nel territorio di Pachino, forti di un consenso popolare e dell’opinione pubblica che in diverse occasioni ha manifestato il proprio dissenso rispetto a questo tipo di intervento.

Ci chiediamo inoltre come mai, puntualmente, si torni a parlare di eolico, visto che il Consiglio Comunale in ben due occasioni ha bocciato progetti di impianti similari!

Vogliamo ribadire con forza, e una volta per tutte, che il territorio di Pachino non è in vendita.

Non vogliamo speculatori di alcun tipo: né palazzinari, né imprenditori pronti a cementificare le nostre coste, né i signori del vento, né aziende pronte a interrare tonnellate di veleni pregiudicando la nostra salute.

Chiediamo pertanto all’amministrazione guidata dal sindaco Bonaiuto di procedere con un’immediata deliberazione con la quale si ponga definitivamente fine a questo argomento, e non accada piuttosto come per la discarica di Camporeale, dove il suo parere favorevole, reso in sede di conferenza di servizi (febbraio 2011) diede il via all’iter amministrativo, sul cui esito vi sono forti preoccupazioni e pesanti incognite.

Sulle problematiche ambientali questo sindaco ci ha oramai abituato a tutto.
Ma noi siamo pronti a tutto per impedire l’ennesimo scempio di Pachino e del nostro territorio.

Cogliamo l'occasione per salutarvi tutti e augurarvi, nel contempo, un sereno Natale

Roberto Bruno consigliere comunale del PD
Vitaliano Dilorenzo coordinatore dei Giovani del PD
Corrado Carnemolla portavoce dei Giovani del PD

mercoledì 14 dicembre 2011

Il contagio della menzogna e i conti "sballati" di Bonaiuto

Appaiono assurde e paradossali le dichiarazioni del consigliere Blundo e quelle dell'assessore Scala: mentono, sapendo di mentire, pur di nascondere il fallimento dell'amministrazione Bonaiuto di cui fanno parte. Il Consiglio comunale, nell'ultima seduta, ha bocciato gli storni e le variazioni certificando come la spesa effettuata dall'amministrazione nel 2011 sia stata priva del criterio della trasparenza: e i nostri dubbi, che si sono rivelati fondati, li avevamo manifestati in occasione del voto al bilancio lo scorso dicembre 2010.

Ma come si può addebitare all'opposizione il mancato pagamento delle tredicesime dei dipendenti comunali? Con quale faccia tosta Blundo & Co. accusano l'opposizione, quando sono loro ad aver dimostrato ampia inadeguatezza amministrativa e politica?

E' vero che gli storni e le variazioni che abbiamo bocciato servivano a coprire le spese degli stipendi dei dipendenti comunali: ma come si fa a non programmare tale spesa essendo ampiamente programmabile fino al centesimo?

Siamo di fronte a due scenari: o in sede di bilancio di previsione non si è tenuto conto delle somme in uscita per il personale dipendente del Comune, oppure nel corso dell'anno si sono attinti fondi a capitoli che sono vincolati come, appunto, quelli per il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Nel primo caso si certifica l'esistenza di un bilancio fittizio e l'incopetenza gestionale e contabile, oltre che l'inadeguatezza amministraztiva, di chi gestisce le casse comunali; nel secondo caso siamo di fronte a quello che da due anni denunciamo, e cioè che questa è un'amministrazione spendacciona e che ha fatto dello spreco il perno della sua azione. Soltanto sotto questa luce si comprende la revoca di alcuni incarichi (non tutti, e certamente non quelli politicamente "di peso"): le revoche di qualche settimana fa servivano giusto per rimediare i soldi necessari a pagare gli stipendi dei dipendenti.

E appaiono ancora più risibili le affermazioni dell'assessore Scala, il quale si è giustificato (in Consiglio e sulla stampa) addebitando alla stabilizzazione degli ex contrattisti le ragioni per cui mancherebbero le risorse per pagare gli stipendi ai dipendenti comunali: ciò attesta, ancora una volta, quanto da noi paventato nei mesi scorsi, e cioè che tutta la procedura di stabilizzazione degli ex contrattisti presenta vistose anomalie, a partire dalla copertura contabile, se corrispondono a verità le dichiarazioni di Scala, e cioè che sono state utilizzate somme destinate ai dipendenti comunali per stabilizzare (in modo iniquo e senza alcun criterio professionale) i lavoratori a tempo determinato.

A Paolo Bonaiuto e alla sua (pseudo) maggioranza dico: in questi due anni avete governato con l'arroganza dei numeri; oggi avete perso i numeri, ma vi è rimasta l'arroganza!

Di fronte a questo colossale fallimento non vi rimane che dimettervi e ridare la parola ai pachinesi.

Un caro saluto a tutti
Roberto Bruno

domenica 11 dicembre 2011

Sciacallaggio mediatico o assassinio premeditato?

Il servizio a pag. 39 su La Sicilia del 9 dicembre, è semplicemente sciacallaggio mediatico nei confronti di una città, di un territorio e di una comunità che con grandissimi sacrifici sta cercando di riqualificare un’area della provincia, per varie ragioni “massacrata” dalla politica e dalle istituzioni.

È a dir poco “stupefacente” leggere infatti articoli che dipingono il borgo di Marzamemi come un ricettacolo di drogati, alcolizzati e donnine dall’inequivocabile infima moralità.

Gli autori degli articoli hanno scambiato la parola “movida” con “bordello”. Torna utile precisare – e spiegare – che “movida”, di cui Marzamemi ad ogni buon fine si fregia, si usa per designare la speciale atmosfera di vitalità in campo culturale ed artistico che si vive in quel luogo, e non certamente il“bordello” descritto negli articoli del giornale, il luogo di perdizione con donne di malaffare che si vedono “barcollare sul basolato scivoloso della Balata” e che trascorrono le loro serate come “regine della notte, con tacchi vertiginosi e calze velate”, e dove l’alcol “scorre a fiumi, tra il tenue svolazzare del fumo degli spinelli”.

Per non parlare dell’utilizzo inappropriato di foto, accostate ad un infelice quanto menzognero titolo. A quella serata immortalata nella foto (un tranquillissimo compleanno fra amici) erano presenti i giornalisti autori degli articoli: imbucati alla festa sono stati invitati a restare, perché il popolo di Marzamemi è accogliente e cordiale con tutti (evidentemente fin troppo). Come è stato invitato, del resto, a rimanere alla stessa festa anche un deputato regionale, on.le Enzo Vinciullo (Pdl), capitato nella movida di Marzamemi (e non certamente nel “bordello” descritto dal giornale), con il quale i presenti si sono dilungati a parlare di politica sino a notte fonda: tutti hanno hanno avuto modo di constatare la sobrietà nei comportamenti e soprattutto la serietà delle persone.

Quale il fiume di alcol descritto? Dove gli spinelli? Ma di che “gusto salmastro” si parla?

Con quell’articolo non soltanto Marzamemi ha subito un torto, ma si è cercato con premeditazione di assassinarlo nella sua essenza: la movida che, appunto, significa vitalità e non bordello.

Marzamemi non è certamente l’immagine storpiata descritta dal giornale; e non lo è soprattutto la raffigurazione delle sue donne, descritte come mangiatrici di uomini ed alcoliste. Questa immagine è devastante, perché la movida di Marzamemi, in verità, offre circa 500 posti di lavoro, direttamente e nell’indotto: tutte persone oneste che hanno investito il loro denaro per riqualificare un’area che offre poche opportunità ai nostri giovani. Ma il borgo è soprattutto un luogo dove migliaia di ragazzi trascorrono da anni le loro serate e le loro nottate divertendosi in tranquillità, ballando sotto le stelle (anche in inverno) e trascorrendo ore liete con i propri amici; ed è lo stesso posto dove moltissime famiglie trascorrono i loro pomeriggi e le loro serate, cenando nei locali ed attardandosi a chiacchierare mentre i loro bambini giocano sulla bella piazza.

E l’articolo del giorno dopo, pubblicato per tentare in qualche modo di rimediare al danno fatto, è a dir poco risibile e, pertanto, nemmeno commentabile: lacrime di coccodrillo versate dopo aver cercato di assassinare la vitalità di un borgo e la dignità delle sue persone. Ci vorranno anni per recuperare il danno subito: ma abbiamo tutta la tenacia e l’energia di questo mondo per farlo!

Non permetteremo a nessuno di infangare il buon nome di Marzamemi. Non lo abbiamo fatto quando un manipolo di disadattati hanno cercato di furoreggiare con le risse, e non lo permetteremo ora che qualcuno è evidentemente infastidito dalla vitalità giovanile, artistica e culturale del borgo: perché Marzamemi, non lo dimentichiamo, è anche e soprattutto cultura!

Per questo chiedo risolutamente che l’amministrazione municipale sporga immediatamente una formale denuncia per l’immagine devastante offerta del borgo con quegli articoli e per l’inevitabile danno che tutti (operatori economici, donne, giovani e famiglie) abbiamo subito con quegli articoli, demandando alla valutazione serena di un giudice se si sia trattato di un semplice sciacallaggio mediatico o di un “assassinio premeditato”.

Un caro saluto a tutti
Roberto Bruno