sabato 30 aprile 2011

Il territorio non è in svendita: NO alla mega discarica!

Quanto sta accadendo in queste settimane ha dell'incredibile!
Abbiamo infatti casualmente appreso che è in corso la richiesta per la realizzazione di una mega discarica in contrada Camporeale, a ridosso del centro abitato di Pachino e del borgo di Marzamemi, che se realizzata avrà una capienza di oltre 600 mila mc di capacità dove abbancare ogni tipo di materiale di risulta da lavorazioni industriali e dalla bonifica di terreni.

Come dire: vogliono fare del territorio di Pachino la discarica delle industrie di mezza Italia!!!

Ma la cosa più incredibile è stato apprendere che in via preliminare il sindaco Bonaiuto ha dato parere favorevole senza prima consultarsi con nessuno: nè il Consiglio comunale nè i cittadini sapevano infatti di questo progetto che, se realizzato, rappresenterebbe un gravissimo vulnus nei confronti delle vocazioni territoriali di Pachino!

Altro che agricoltura e turismo di qualità, parole che questi pataccari che ci governano gettano come fumo negli occhi dei cittadini!

Perchè nessuno era informato di questo progetto?

Perchè il sindaco Bonaiuto nella Conferenza di servizi del 09 febbraio a Palermo ha dichiarato "il proprio parere favorevole alla variante urbanistica circa il sito di discarica da insediare"?

Come mai non si è coinvolta la Sovrintendenza ai BB.CC., visto che la discarica sorgerebbe accanto alla zona archeologica e ad un'area Sic, tutelata dall'Unione Europea?

E per quale ragione l'assessore provinciale al Territorio e Ambiente, il compaesano Peppe Poidomani, ha ripetutamente disertato gli incontri palermitani? Che ci sta a fare alla provincia a dirigere un settore così importante e delicato se poi, quando si tratta di difendere le ragioni del territorio di Pachino, della sua città, del futuro della sua gente, è assente dalle riunioni che contano?

Insomma, delle due l'una: o il sindaco Bonaiuto ha dato il proprio parere favorevole con leggerezza, o è in malafede. In entrambi i casi è palese come sia completamente inadeguato a rappresentare la città di Pachino e i Pachinesi!

Chiediamo che si revochi immediatamente il parere favorevole già espresso!!!

Cari amici e compagni, è in ballo il futuro della nostra comunità, la nostra salute e quella delle generazioni a venire: su questa vicenda chiamiamo alla massima mobilitazione tutti i cittadini, tutte le forze politiche sane, tutte le organizzazioni sindacali e tutte le associazioni, per difendere il nostro territorio e la nostra salute.

Non permetteremo che un Bonaiuto di turno svenda il nostro territorio!

Un caro saluto a tutti,
Roberto Bruno

sabato 16 aprile 2011

Un sindaco in fuga... anche da se stesso!

Care amiche e cari amici,
quanto accaduto ieri sera in occasione del Consiglio Comunale per discutere sulle recenti viende giudiziarie che vedono coinvolto il nostro Comune è a dir poco sconcertante: il sindaco Bonaiuto, appena io ho preso la parola, ha abbandonato l'aula consiliare, e con lui anche una parte della maggioranza, sottraendosi al confronto e al dibattito pubblico...

Noi volevamo semplicemente chiedergli di fare un minimo di chiarezza sul piano politico su quanto sta accadendo nel palazzo ed evitare l'immagine devastante che sta avendo la nostra Pachino sulle cronache provinciali.

Noi volevamo semplicemente dire al sindaco di smetterla una volte per tutte con il ricorso incondizionato ai lavori di somma urgenza, agli incarichi inutili e alle costose consulenze, e di promuovere piuttosto l'Albo delle ditte di fiducia e quello dei professionisti, con l'obbligo per entrambi della rotazione.

Noi volevamo semplicemente chiedergli di indicare un criterio preciso e definitivo per il pagamento delle fatture alle ditte fornitrici del comune e alle imprese che lavorano per l'Ente, per evitare che per il pagamento di una fattura ci si debba necessariamente rivolgere ai capricci del politico di turno, o peggio a quelli di qualche "influente" funzionario.

Noi volevamo semplicemente dirgli che i soldi che gestisce non sono i suoi, ma della collettività, per cui ciascuno dovrebbe essere chiamato al massimo rigore nella gestione del denaro pubblico.

Noi volevamo semplicemente dirgli che la legalità e la trasparenza non sono parole prive di contenuto, di cui opportunamente servirsene in convegni e nelle interviste con i giornali, ma che un pubblico amministratore deve informare il proprio operato a tali principi, sempre.

Noi volevamo semplicemente dirgli che nella gestione della cosa pubblica deve ispirarsi al principio dell'economicità della spesa e a quello della trasparenza.

Insomma, volevemo dirgli queste semplicissime cose: ma evidentemente il sindaco ha la coda di paglia e piuttosto che cogliere l'occasione del consiglio di ieri per fare finalmente un po' di chiarezza politica su tutta questa pesante ed umiliante vicenda, ha preferito darsela a gambe, non capendo che così lui scappa soltanto da se stesso.

Un caro saluto a tutti,
Roberto Bruno