domenica 27 febbraio 2011

La macchina del fango dei soliti farisei e le menzogne sul PRG di Pachino

Care amiche e cari amici,
la macchina del fango, che a Pachino fa leva sulle dicerie, sulle lettere anonime, sulle menzogne e le calunnie, sulla diffamazione e su quant'altro possa delegittimare chiunque in politica contrasti le reti affaristiche, e chiunque osi ostacolare gli interessi di cricche (dentro e contigue agli ambienti politici), è stata già messa in moto.

E così apprendo che in merito alle linee guida sul Piano Regolatore Generale del Comune di Pachino, approvate martedì sera dal Consiglio Comunale sulla base di un maxi emendamento presentato da me, da Patrizia Tossani e da Salvatore Midolo (membri della Commissione consiliare sull'urbanistica), sono in atto una serie di menzogne artatamente messe in giro dai soliti farisei per screditare sia i promotori dell’emendamento, che i consiglieri comunali che lo hanno votato in aula.

Così apprendo, sempre dalle solite dicerie, che la proposta che abbiamo presentato e votato farebbe gli interessi economici di qualche affarista e/o consigliere comunale; che avremmo fatto una regalia a qualche potentato economico/politico del territorio; che avremmo addirittura cambiato la destinazione urbanistica di pantani e zone umide; che i consiglieri comunali di opposizione e di maggioranza che hanno votato queste linee guida al PRG ci starebbero (staremmo, cioè) lucrando lautamente.

È questa la macchina del fango in salsa pachinese: mettere in giro dicerie, mezze parole, insinuazioni, allusioni, ammiccamenti per far passare come verità una sequela di menzogne denigratorie, con l’aggravante di quei farisei da internet, subito pronti a rilanciare e condire con ulteriori menzogne la realtà per ribaltarla e prontamente usarla a proprio piacimento.

Lo voglio dire una volta per tutte: la proposta “unilaterale” di delibera presentata dai progettisti conteneva moltissimi elementi che non era possibile condividere, a partire dall’uso indiscriminato del suolo (sottoposto ad una generalizzata cementificazione con l’individuazione di numerose zone “C”, cioè edificabili).

All’interno della IV Commissione consiliare, con gli altri due membri (Tossani e Midolo) abbiamo fatto un ragionamento incentrato sulla vocazione di questo territorio, e cioè l’agricoltura di qualità e il turismo di qualità, che deve fare leva sul patrimonio archeologico, storico, paesaggistico ed ambientale di cui la nostra zona (specie la fascia costiera) è ricca. E per valorizzare questi elementi abbiamo indicato due principi cardine: il minor consumo possibile di suolo e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Altro che interessi di cricche, di gruppi o di singole persone!

Sulle linee guida approvate con il nostro maxi emendamento, sfido chiunque in un pubblico dibattito a discutere nel merito delle linee guida approvate, così una volta per tutte sveliamo di chi sono gli interessi e come invece col voto di martedì abbiamo evitato l’ennesimo, irreparabile scempio del nostro territorio.

Sfido i consiglieri del PDL che non si sono presentati in aula nella vana illusione di far saltare la seduta di quel consiglio comunale; sfido il Presidente del Consiglio comunale, che non ha presieduto i lavori consiliari, rifiutandosi di entrare in aula; sfido la coordinatrice del circolo di Pachino del PDL, che lamenta di aver conosciuto all’ultimo momento il documento presentato e frutto di una mediazione fra i consiglieri dell’opposizione e alcuni gruppi della maggioranza (ricordandole, se lo avesse scordato, che la maggior parte dei consiglieri da lei coordinati sono stati eletti nelle file dell’opposizione, e presto trasmigrati tra le braccia di Paolo Bonaiuto); sfido il Sindaco, che sul documento presentato e votato aveva dato il proprio assenso dicendosi d’accordo appena un’ora prima del consiglio comunale.

E sfido infine l’assessore provinciale Elio Basilico, che sulla stampa si è recentemente scagliato contro il maxi emendamento parlando impropriamente di “imboscata” e di “regia” di qualche tecnico dietro alla nostra proposta; proprio all’assessore Basilico ricordo che le linee guida del PRG sono fissate dal Consiglio Comunale, non arbitrariamente decise da progettisti, seppur “illustri”, magari nelle segrete stanze a cui potrebero essere stati ammessi pochi, pochissimi e “fortunati” eletti.

Sfido tutte queste persone che continuano a lagnarsi con mezze parole, allusioni, e menzogne, a dire pubblicamente davanti all’intera città di non aver alcun interesse personale oggetto di attenzione da parte del Piano Regolatore Generale del Comune di Pachino, di non avere terreni ricadenti fra le zone di interesse del PRG.

Io non ne ho di alcun tipo e il mio interesse è stato volto soltanto alla tutela e valorizzazione del mio territorio, della mia città e della mia comunità: sfido tutti gli altri a dichiarare lo stesso!

L’ultima delle menzogne diramate a mezzo web sarebbe quella che ci saremmo persino opposti alle riprese video della seduta del consiglio comunale (o avremmo bloccato la sua pubblica trasmissione su internet) per non fare conoscere ai cittadini/pubblico il dibattito svolto e cosa è successo durante la seduta consiliare.

Su questa vicenda mi trovo addirittura grottescamente tirato in ballo in prima persona (non con riferimenti diretti, facendo però capire che si tratterebbe di me) e sanzionato come “la pecora nera” del consiglio comunale, giudizio prontamente ripreso su altri siti (!) dai coriacei farisei, mossi solo da livore, che scaricano le proprie personali frustrazioni con puntuali attacchi contro la mia persona.

A queste persone, dispensatori a larghe mani di menzogne, rispondo dicendo che sono profondamente ignoranti, perché ignorano che la richiesta di riprendere le sedute del consiglio comunale con telecamera l’ho fatta io sin dall’insediamento di questo Consiglio Comunale il 27 luglio 2009 (è agli atti, basta controllare i verbali, che sono pubblici e pubblicati sul sito del comune), ulteriormente reiterata nel marzo del 2010 con una mozione votata all’unanimità da parte di tutto il Consiglio Comunale.

E constato, con grande rammarico, che la lingua italiana non è di facile comprensione per tutti: le sedute del Consiglio Comunale non sono uno spettacolino a cui far assistere divertito il pubblico (anche se spesso si trasformano in pantomime e teatrini), ma rappresentano il momento di massimo dibattito, confronto e deliberazione di un organo istituzionale che rappresenta la cittadinanza di Pachino, poiché democraticamente eletto dai cittadini pachinesi.

Sulle riprese audiovisive chiedo semplicemente che esse avvengano, come è giusto, nel rispetto delle regole e nel rispetto dell’istituzione: il video deve girare sul sito internet del Comune, o su una testata giornalistica legalmente registrata e abilitata a diffonderne integralmente tutto lo svolgimento. Un altro tipo di uso, non solo contraddice con quanto espressamente deliberato dal Consiglio Comunale lo scorso marzo 2010, ma soprattutto non vedrà mai il mio consenso. Non mi presto, per fortuna come tanti altri, a farmi dileggiare ulteriormente dalla schiera dei soliti farisei, bravissimi ad azionare la macchina del fango, ma pessimi politici ed amministratori.

La macchina del fango serve a far passare l’idea che siamo tutti uguali, tutti con interessi personali, tutti con scheletri nell’armadio… e viene azionata in modo premeditato con l’intento di intimidire preventivamente: io non ci sto!

Alla prossima, calunniosa ed infamante, lettera anonima!

Roberto Bruno

© Tutti i diritti riservati. La riproduzione su altro sito del presente intervento è rigorosamente vietata, salvo espressa autorizzazione da parte dell’autore.

0 commenti: