Care amiche e cari amici
a distanza di tre settimane dall'arresto dell'ex assessore comunale all'urbanistica, rimane nell'ambiente politico pachinese un preoccupante silenzio che alimenta in tanti cittadini il sospetto dell'esistenza di un dilagante malcostume nel ceto politico, che non fa bene né alle istituzioni, né alla politica, né ai cittadini.
Ho presentato la settimana scorsa il Pacchetto Trasparenza e Legalità. Si tratta di poche ma significative azioni volte a stabilire criteri di trasparenza e di legalità nel nostro Comune e tese, una volta tanto, ad avvicinare i cittadini alla politica e ad avere fiducia nelle istituzioni.
Il Pacchetto comprende:
Interpellanza sull’obbligatorietà del protocollo nel pagamento delle fatture: in questo modo si afferma un criterio di assoluta trasparenza nei pagamenti, che avvengono sulla base della data di presentazione delle fatture al protocollo comunale.
Interpellanza per istituire l’Albo dei professionisti di fiducia dell’ente con l’obbligo della rotazione nell’assegnazione degli incarichi: vogliamo rompere lo stretto legame, molto forte a Pachino, fra incarichi professionali (consulenze, progettazione, collaudi, ecc.) e adesione ad un partito o vicinanza ad un personaggio politico, affermando piuttosto il principio della trasparenza. Valga per tutti che un incarico deve essere assegnato per capacità e competenza professionale, non per la tessera di partito.
Interrogazione sui progetti di variante al PRG presentati mediante lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP): vogliamo avere contezza di quanti progetti di variante al PRG presentati tramite SUAP siano in itinere nel nostro territorio e chiediamo la massima attenzione nell’approvazione di tali progetti, visto che ci troviamo in una fase delicata come è quella del completamento della revisione del PRG. Il Piano Regolatore Generale deve essere uno strumento di sviluppo per il territorio, non l’occasione per fare qualche speculazione.
Proposta di delibera che istituisce l’Anagrafe pubblica degli eletti: è un modo tangibile affinché il principio della trasparenza nella pubblica amministrazione non sia solo una vuota enunciazione, ma una concreta realtà a portata di tutti. Con questa proposta, che nasce da una iniziativa dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), si chiede che vengano rese pubbliche non solo le dichiarazioni dei redditi di consiglieri e amministratori per tutta la durata del mandato, ma anche la massima pubblicità alle spese sostenute da singoli amministratori e consiglieri e dai loro eventuali staff, alle gare d’appalto, agli esiti delle stesse, agli incarichi professionali, al bilancio di previsione del Comune e al Piano Esecutivo di Gestione.
Questi sono i temi che per noi costituiscono vere priorità nel nostro Comune. Vogliamo che ciascun consigliere, ciascun amministratore, sia di specchiata moralità e dia contezza delle proprie azioni. Perché nessuno abbia a pensare che fatti come quelli accaduti tre settimane fa siano la normalità nel nostro amato Comune.
Un caro saluto a tutti
Roberto Bruno
mercoledì 22 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
QUESTIONE MORALE
Di seguito un comunicato del circolo pachinese del Partito Democratico sulla recente vicenda che ha portato all'arresto per concussione di un assessore della Giunta Comunale di Pachino
Non vi è dubbio che le ultime vicende giudiziarie che hanno colpito il nostro comune e la nostra città, stiano facendo emergere una vera e propria questione morale che coinvolge le forze politiche pachinesi, con particolare riguardo alle forze di maggioranza.
L’arresto di un assessore, nonché coordinatore di un gruppo politico che sostiene Bonaiuto, solleva una miriade di domande e preoccupazioni che i pachinesi non possono sostenere.
Abbiamo letto che il sindaco ha convocato riunioni di maggioranza sull’argomento. Noi riteniamo che queste riunioni debbano essere allargate alla città e a tutte le forze politiche, sociali ed economiche, invitando anche gli imprenditori pachinesi a denunciare eventuali altri episodi di malaffare, come quello che tanto sta disonorando il nome di Pachino.
Ci aspettiamo che il sindaco Bonaiuto chieda di relazionare subito in consiglio comunale, rendendo partecipi tutti i consiglieri comunali sulla gravità della vicenda, e se ciò non dovesse accadere ci aspettiamo che tutto il consiglio comunale reagisca con forza e pretenda di discutere di un fatto così grave.
E ci aspettiamo anche che il sindaco, con il consenso unanime del resto della giunta, si costituisca parte civile nel procedimento penale che si svilupperà.
Assistiamo, invece, a silenzi inquietanti, ad attestazioni di stima e solidarietà più che discutibili, ad aggressioni alla poltrona vacante che si potrebbe anche definire sciacallaggio politico, e le uniche reazioni sembrano essere paragonabili a chi si trova davanti ad un furto di caramelle.
È bene ribadire che a Pachino, un amministratore è stato colto in flagranza di reato nel prendere una mazzetta e bisogna che tutti, nessuno escluso, stigmatizzino l’accaduto.
Le nostre richieste sono chiare:
• relazione del sindaco in consiglio comunale, anche aperto alla città;
• costituzione del comune come parte civile nel procedimento giudiziario che seguirà;
• maggiore trasparenza degli atti amministrativi della giunta e del comune, con particolare attenzione agli appalti, agli incarichi e al piano regolatore in discussione;
• chiarire la responsabilità politica del consigliere Giliberto, figlio dell’assessore arrestato;
• l’instaurazione di un vero dibattito politico, sulla questione morale, con tutte le forze politiche e sociali, fino ad oggi assente.
In assenza di risposte chiare e precise chiederemo le dimissioni della giunta.
Per non autorizzare nessuno, dal primo dei politici pachinesi all’ultimo dei cittadini, a pensare che a Pachino queste cose succedano normalmente.
06/09/2010
il circolo di Pachino del Partito
Non vi è dubbio che le ultime vicende giudiziarie che hanno colpito il nostro comune e la nostra città, stiano facendo emergere una vera e propria questione morale che coinvolge le forze politiche pachinesi, con particolare riguardo alle forze di maggioranza.
L’arresto di un assessore, nonché coordinatore di un gruppo politico che sostiene Bonaiuto, solleva una miriade di domande e preoccupazioni che i pachinesi non possono sostenere.
Abbiamo letto che il sindaco ha convocato riunioni di maggioranza sull’argomento. Noi riteniamo che queste riunioni debbano essere allargate alla città e a tutte le forze politiche, sociali ed economiche, invitando anche gli imprenditori pachinesi a denunciare eventuali altri episodi di malaffare, come quello che tanto sta disonorando il nome di Pachino.
Ci aspettiamo che il sindaco Bonaiuto chieda di relazionare subito in consiglio comunale, rendendo partecipi tutti i consiglieri comunali sulla gravità della vicenda, e se ciò non dovesse accadere ci aspettiamo che tutto il consiglio comunale reagisca con forza e pretenda di discutere di un fatto così grave.
E ci aspettiamo anche che il sindaco, con il consenso unanime del resto della giunta, si costituisca parte civile nel procedimento penale che si svilupperà.
Assistiamo, invece, a silenzi inquietanti, ad attestazioni di stima e solidarietà più che discutibili, ad aggressioni alla poltrona vacante che si potrebbe anche definire sciacallaggio politico, e le uniche reazioni sembrano essere paragonabili a chi si trova davanti ad un furto di caramelle.
È bene ribadire che a Pachino, un amministratore è stato colto in flagranza di reato nel prendere una mazzetta e bisogna che tutti, nessuno escluso, stigmatizzino l’accaduto.
Le nostre richieste sono chiare:
• relazione del sindaco in consiglio comunale, anche aperto alla città;
• costituzione del comune come parte civile nel procedimento giudiziario che seguirà;
• maggiore trasparenza degli atti amministrativi della giunta e del comune, con particolare attenzione agli appalti, agli incarichi e al piano regolatore in discussione;
• chiarire la responsabilità politica del consigliere Giliberto, figlio dell’assessore arrestato;
• l’instaurazione di un vero dibattito politico, sulla questione morale, con tutte le forze politiche e sociali, fino ad oggi assente.
In assenza di risposte chiare e precise chiederemo le dimissioni della giunta.
Per non autorizzare nessuno, dal primo dei politici pachinesi all’ultimo dei cittadini, a pensare che a Pachino queste cose succedano normalmente.
06/09/2010
il circolo di Pachino del Partito
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