Da La Sicilia di ieri (domenica 23 maggio) abbiamo appreso la proposta del presidente Rabito di istituire una commissione consiliare speciale per affrontare la questione della revisione del PRG ed evitare, in questo modo, che si arrivi di corsa all'approvazione dello strumento di programmazione dello sviluppo del territorio e senza una preventiva, ampia e rigorosa discussione.
Anzi sollecitiamo in tal senso il presidente del Consiglio Comunale, Andrea Rabito, ad attivarsi tempestivamente per la costituzione della commissione sul PRG, al fine di evitare una inutile perdita di tempo. Il Piano Regolatore Generale, come ho da tempo e più volte sottolineato (nella passata consiliatura, nei lavori in aula e con interventi sulla stampa) è lo strumento principale con cui si programma lo sviluppo del territorio nei prossimi anni.
E' a dir poco scandaloso che il PRG sia in fase di elaborazione da ben 13 anni e ad oggi nulla sappiamo del lavoro svolto dai nuovi progettisti incaricati dal sindaco Bonaiuto all'indomani della sua elezione.
Che tipo di sviluppo vogliamo per il nostro territorio? Quale tipo di insediamento si pensa di dare corso? Che ruolo debba avere l'agricoltura di qualità? E il turismo? Vogliamo avviare una nuova cementificazione selvaggia delle coste o si intende preservarle da un nuovo scempio? E sullo sviluppo delle attività commerciali, vogliamo seguire l'infausto esempio di molte realtà urbane che hanno permesso il sorgere indiscriminato di centri commerciali? E che ruolo assegnare alle attività artigianali, vero motore di sviluppo economico in un territorio come il nostro? E, infine, come tutelare e salvagurdare l'ambiente?
Sosteniamo pertanto la proposta del presidente Rabito e lo esortiamo a tradurla in fatti concreti.
Un caro saluto, Roberto Bruno
lunedì 24 maggio 2010
domenica 23 maggio 2010
Il fallimento dell'amministrazione Bonaiuto
***Di seguito un comunicato del segretario del circolo, Marco Lao
Venghino, signori, Venghino! E' aperta la giostra degli assessorati!!!
A Pachino gli assessori si dimettono con la stessa facilità con cui si cambia la cravatta ad un vestito. Le dimissioni di un assessore, invece, rappresentano per la città un fatto grave e traumatico che occorre motivare pubblicamente.
Con le annunciate dimissioni dell’assessore Mallia si ricomincia col terzo giro di giostra. Infatti a meno di un anno dall’insediamento dell’amministrazione, Bonaiuto ha già ben due volte cambiato la sua giunta. Nove assessori in 10 mesi , una media da far invidia persino agli ex sindaci Barone e Campisi, detentori di un disonorevole record. Questa amministrazione continua a distinguersi per essere peggiore delle altre.
E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, l’esistenza di una forte crisi che riguarda l’amministrazione e tutta la maggioranza. Ed a nulla ormai servono i tentativi di minimizzare da parte del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori, che liquidano i cittadini con la solita sequela di affermazioni sulla buona salute dell’amministrazione. Ed a nulla serve mostrare, come in una vetrina, la faccia buona di un’amministrazione che promette finanziamenti che non arrivano mai.
I pachinesi attendono i fatti!
La triste verità è che Bonaiuto e la sua amministrazione non riescono a gestire la vita politica e sono incapaci di garantire stabilità politica alla città. Come si fa ad amministrare una città se gli assessori cambiano e le deleghe assegnate salterellano da una parte all’altra?
L’esperienza di questa amministrazione è decisamente fallimentare!
I fatti sono testimoni di una maggioranza in evidente stato confusionale: un PDL spaccato in quattro o cinque parti, prima in PDL Sicilia e Lealista e poi ai propri interni con altre ulteriori spaccature, consiglieri di maggioranza che migrano nell’opposizione (vedi Giannone), consiglieri di opposizione che finiscono in maggioranza in cambio di posti di rilievo e promesse (vedi Nastasi e ancor prima Rabito, Luciano, Gabeli e Quartarone), intere forze politiche che entrano in maggioranza con assoluta disinvoltura(vedi UDC ed API), consiglieri che cambiano casacca (vedi Midolo) e assessori che continuano a cambiare.
Non si costruisce in questo modo un progetto politico ed amministrativo per Pachino!
E per quale motivo l’assessore Mallia annuncia dimissioni che tardano ad arrivare? Riusciranno anche stavolta gli uomini dell’ex Rinascita ad imporre le loro regole?
Povera Pachino
costretta, nuovamente, a subire il solito comportamento minaccioso di un ex Rinascita pronta a spaccare e a distruggere la maggioranza in caso di mancato posto in giunta.
Una cosa è chiara: mentre il sindaco e la sua maggioranza perde tempo prezioso per decidere a chi tocca l’ambita sedia, la città sprofonda nella povertà più totale e a farne le spese sono sempre e soltanto i pachinesi.
Marco Lao
Segretario del Partito Democratico di Pachino
Venghino, signori, Venghino! E' aperta la giostra degli assessorati!!!
A Pachino gli assessori si dimettono con la stessa facilità con cui si cambia la cravatta ad un vestito. Le dimissioni di un assessore, invece, rappresentano per la città un fatto grave e traumatico che occorre motivare pubblicamente.
Con le annunciate dimissioni dell’assessore Mallia si ricomincia col terzo giro di giostra. Infatti a meno di un anno dall’insediamento dell’amministrazione, Bonaiuto ha già ben due volte cambiato la sua giunta. Nove assessori in 10 mesi , una media da far invidia persino agli ex sindaci Barone e Campisi, detentori di un disonorevole record. Questa amministrazione continua a distinguersi per essere peggiore delle altre.
E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, l’esistenza di una forte crisi che riguarda l’amministrazione e tutta la maggioranza. Ed a nulla ormai servono i tentativi di minimizzare da parte del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori, che liquidano i cittadini con la solita sequela di affermazioni sulla buona salute dell’amministrazione. Ed a nulla serve mostrare, come in una vetrina, la faccia buona di un’amministrazione che promette finanziamenti che non arrivano mai.
I pachinesi attendono i fatti!
La triste verità è che Bonaiuto e la sua amministrazione non riescono a gestire la vita politica e sono incapaci di garantire stabilità politica alla città. Come si fa ad amministrare una città se gli assessori cambiano e le deleghe assegnate salterellano da una parte all’altra?
L’esperienza di questa amministrazione è decisamente fallimentare!
I fatti sono testimoni di una maggioranza in evidente stato confusionale: un PDL spaccato in quattro o cinque parti, prima in PDL Sicilia e Lealista e poi ai propri interni con altre ulteriori spaccature, consiglieri di maggioranza che migrano nell’opposizione (vedi Giannone), consiglieri di opposizione che finiscono in maggioranza in cambio di posti di rilievo e promesse (vedi Nastasi e ancor prima Rabito, Luciano, Gabeli e Quartarone), intere forze politiche che entrano in maggioranza con assoluta disinvoltura(vedi UDC ed API), consiglieri che cambiano casacca (vedi Midolo) e assessori che continuano a cambiare.
Non si costruisce in questo modo un progetto politico ed amministrativo per Pachino!
E per quale motivo l’assessore Mallia annuncia dimissioni che tardano ad arrivare? Riusciranno anche stavolta gli uomini dell’ex Rinascita ad imporre le loro regole?
Povera Pachino
costretta, nuovamente, a subire il solito comportamento minaccioso di un ex Rinascita pronta a spaccare e a distruggere la maggioranza in caso di mancato posto in giunta.
Una cosa è chiara: mentre il sindaco e la sua maggioranza perde tempo prezioso per decidere a chi tocca l’ambita sedia, la città sprofonda nella povertà più totale e a farne le spese sono sempre e soltanto i pachinesi.
Marco Lao
Segretario del Partito Democratico di Pachino
lunedì 3 maggio 2010
Sull'eolico avevamo ragione noi!
Care amiche e cari amici,
finalmente l'Amministrazione ha risposto all'interrogazione sull'eolico che abbiamo presentata lo scorso 22 febbraio. Ebbene: AVEVAMO RAGIONE NOI.
Non solo le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco nell'immediato, non hanno trovato alcun riscontro, ma sono state sonoramente smentite; segno di come si volesse mentire alla città. Non è vero infatti, come ha dichiarato il Sindaco, che il parco eolico è composto da pali di 18 metri (in realtà sarebbero oltre i 100 metri) come non è vero che si trovi ubicato in contrada Carrata, ma fra la zona Carrubella e Scivolaneve. Inoltre dalla risposta alla nostra interrogazione data in aula dall'assessore Mallia in occasione dell'ultimo consiglio comunale (26 aprile) emerge come egli stesso abbia avuto difficoltà a rintracciare i documenti sul progetto.
La poca chiarezza (forse voluta?) frammista alla confusione (tuttora si tace sui megawatt dell'impianto) servono a tenere lontana l'opinione pubblica da questa vicenda. E a poco servono le precisazioni fatte in aula circa la delibera di Giunta con cui il 31 dicembre hanno approvato l'eolico: si tratta di "una semplice presa d'atto", hanno più volte sottolineato, tralasciando però di dare spiegazioni circa la formula contenuta proprio nel dispositivo della delibera con cui, concedendo al Sindaco ampia facoltà di redigere una convenzione con la ditta presentatrice del progetto, si darebbe la possibilità a questa di valutare post operam le "procedure di modificazione della gestione o dell'assetto dell'impianto". Come dire: prima lo fanno, e poi decidono se aumentare i megawatt, i pali, l'altezza degli aerogeneratori. Cui prodest, cui bono?
Sulla vicenda continueremo a tenere desta l'attenzione e non permetteremo che il nostro territorio venga deturpato per gli interessi di pochi.
A sottolineare, piuttosto, la scarsa attenzione di questa amministrazione sulle politiche energetiche ed ambientali, giova ricordare come in occasione dell'ultimo consiglio comunale la maggioranza che sostiene il sindaco Bonaiuto abbia bocciato un nostro emendamento che puntava a inserire nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche un progetto sul fotovoltaico nei tetti degli edifici comunali che avrebbe abbattuto il costo della bolletta energetica e fatto risparmiare all'Ente (e ai cittadini) diverse migliaia di euro l'anno.
Ma anche in questo caso, a pedibus usque ad caput, hanno altro a cui pensare.
Un caro saluto, Roberto Bruno
finalmente l'Amministrazione ha risposto all'interrogazione sull'eolico che abbiamo presentata lo scorso 22 febbraio. Ebbene: AVEVAMO RAGIONE NOI.
Non solo le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco nell'immediato, non hanno trovato alcun riscontro, ma sono state sonoramente smentite; segno di come si volesse mentire alla città. Non è vero infatti, come ha dichiarato il Sindaco, che il parco eolico è composto da pali di 18 metri (in realtà sarebbero oltre i 100 metri) come non è vero che si trovi ubicato in contrada Carrata, ma fra la zona Carrubella e Scivolaneve. Inoltre dalla risposta alla nostra interrogazione data in aula dall'assessore Mallia in occasione dell'ultimo consiglio comunale (26 aprile) emerge come egli stesso abbia avuto difficoltà a rintracciare i documenti sul progetto.
La poca chiarezza (forse voluta?) frammista alla confusione (tuttora si tace sui megawatt dell'impianto) servono a tenere lontana l'opinione pubblica da questa vicenda. E a poco servono le precisazioni fatte in aula circa la delibera di Giunta con cui il 31 dicembre hanno approvato l'eolico: si tratta di "una semplice presa d'atto", hanno più volte sottolineato, tralasciando però di dare spiegazioni circa la formula contenuta proprio nel dispositivo della delibera con cui, concedendo al Sindaco ampia facoltà di redigere una convenzione con la ditta presentatrice del progetto, si darebbe la possibilità a questa di valutare post operam le "procedure di modificazione della gestione o dell'assetto dell'impianto". Come dire: prima lo fanno, e poi decidono se aumentare i megawatt, i pali, l'altezza degli aerogeneratori. Cui prodest, cui bono?
Sulla vicenda continueremo a tenere desta l'attenzione e non permetteremo che il nostro territorio venga deturpato per gli interessi di pochi.
A sottolineare, piuttosto, la scarsa attenzione di questa amministrazione sulle politiche energetiche ed ambientali, giova ricordare come in occasione dell'ultimo consiglio comunale la maggioranza che sostiene il sindaco Bonaiuto abbia bocciato un nostro emendamento che puntava a inserire nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche un progetto sul fotovoltaico nei tetti degli edifici comunali che avrebbe abbattuto il costo della bolletta energetica e fatto risparmiare all'Ente (e ai cittadini) diverse migliaia di euro l'anno.
Ma anche in questo caso, a pedibus usque ad caput, hanno altro a cui pensare.
Un caro saluto, Roberto Bruno
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