Care amiche e amici
l’anno sta ormai per chiudersi, ed occorre presentare un breve bilancio. Sul piano generale è stato un anno particolarmente intenso e duro, specialmente per le famiglie e per i lavoratori, con moltissime persone in cassa integrazione, numerosi precari rimasti a casa senza il rinnovo del contratto, ed un costo della vita aumentato. Una terribile crisi di fronte alla quale il governo ne ha prima negato l’incidenza per poi dichiarare, con tanta propaganda, che il Paese l’aveva superata. Ma basta chiedere alle "persone normali", lavoratori, pensionati, precari, giovani, artigiani, commercianti, operai, braccianti e tutti i lavoratori a reddito fisso per constatare la gravità di una crisi economica che sta spingendo sempre di più verso il basso i consumi delle famiglie.
Anche sul fronte della politica regionale lo scenario non appare migliore: una crisi politica ha di fatto bloccato l’attività del governo regionale con una grave ricaduta specie sui finanziamenti europei e sui temi dello sviluppo, con un piano per la spazzatura rimasto drammaticamente al palo e le strade di moltissime città, tra cui Pachino, invase dall’immondizia.
A Pachino, dove abbiamo votato lo scorso giugno, la coalizione guidata da Bonaiuto ha vinto di misura le elezioni amministrative invocando un “allineamento cosmico” col centrodestra provinciale, regionale e nazionale che è smentito dalla crisi politica che ad ogni livello ha colpito il centrodestra: per cui in Consiglio Comunale abbiamo assistito prima alla nascita del gruppo PDL con un cospicuo numero di consiglieri, molti dei quali arruolati fra le file dell’opposizione, e poi (come accade per i soufflé cotti troppo in fretta) il gruppo si è quasi svuotato generando delle inevitabili tensioni politiche che si ripercuotono all’interno della variopinta maggioranza che sostiene Bonaiuto e con gravissime ricadute nell’azione di governo e sulla città.
L’amministrazione comunale, in questi primi sei mesi, si è contraddistinta per una spiccata propensione alle spese: ha nominato da subito esperti, consulenti, tecnici vari, il capo di gabinetto, il direttore generale, elargendo costosi incarichi come sottobosco della politica. La città è diventata una Sprecopoli, e intanto continuano a gravare sulle casse comunali, e sulle tasche dei pachinesi, gli oneri che ci hanno lasciato le precedenti, fallimentari, amministrazioni, di cui il contenzioso con la Dusty rappresenta, e rappresenterà soprattutto per i mesi e anni a venire, quello più oneroso: circa 5 milioni di €!!!
In questo scenario, che per molti versi presenta tutti gli aspetti di una situazione drammatica, aggravata dalla crisi dell’agricoltura, del settore artigianale e di quello commerciale, abbiamo cercato di svolgere sino in fondo il ruolo di opposizione politica che ci ha consegnato le urne. Una opposizione che non ha mai fatto, e mai farà, sconti all’amministrazione Bonaiuto, ma che si pone in modo responsabile nei confronti della città, sollecitando l’amministrazione su temi e questioni di interesse generale: così è stato per la tassa sulla spazzatura, per i finanziamenti europei, contro le barriere architettoniche, per la viabilità, per la raccolta differenziata, per la Fondazione Rudinì, contro gli sprechi dell’amministrazione, a difesa dei beni culturali e del territorio, contro la dismissione dell’ex cine Diana e della Casa di San Giuseppe. E così continuerà in futuro, con grande senso di responsabilità ed altrettanta fermezza delle nostre posizioni politiche. Una opposizione politica che non si è piegata, fedele ai propri elettori e ai cittadini, e che spesso per questa ragione ha visto il crescente fastidio da parte dell’amministrazione e della maggioranza.
In questi sei mesi di attività consiliare ho presentato: 3 Interpellanze (contro le barriere architettoniche per i disabili e sulla viabilità urbana; sull’archivio storico comunale; sull’attuazione delle quote rosa in favore della pari opportunità fra i sessi). 6 Interrogazioni (ex cine Diana e casa di San Giuseppe; raccolta differenziata; PIT Eco Museo del Mediterraneo; “scieri” di Marzamemi; entità patrimoniale dei beni comunali; stato di indigenza e povertà della popolazione pachinese). 1 Ordine del giorno (contro il depotenziamento del laboratorio di analisi). 2 Proposte di delibera (Fondazione di Rudinì nei locali dell’ex stabilimento di c/da Lettiera; intitolazione di vie cittadine al marchese di Rudinì, a Nuzzo Neri, ad Anpalagan Ganeshu). 1 Emendamento su storni e variazioni di bilancio 2009 (a favore dell'edilizia scolastica) e, infine, 2 Risoluzioni (sull’uso pubblico dell’acqua; inserimento del borgo di Marzamemi fra i siti UNESCO del Val di Noto).
Il nuovo anno si presenta pertanto carico di tutte quelle tensioni non risolte nel corso del 2009. Il nostro impegno sarà altrettanto serrato come forza di opposizione, verso un ferreo controllo dell’attività amministrativa (specie su quella relativa alle spese) e al tempo stesso di proposizione e stimolo per il bene comune e l’interesse generale.
Auguro a tutti Voi che il 2010 porti tutto il bene possibile!
Auguri sentiti e sinceri
Roberto Bruno
mercoledì 30 dicembre 2009
venerdì 25 dicembre 2009
Auguri di un sereno Natale
Auguro a tutti di trascorrere questi giorni nella serenità e fra l'affetto dei propri cari. Sono giorni intensi che vanno vissuti fra le persone a cui si vuole più bene.
Un caro abbraccio e ancora auguri
Roberto Bruno
Un caro abbraccio e ancora auguri
Roberto Bruno
mercoledì 23 dicembre 2009
RISOLUZIONE SULL'USO PUBBLICO DELL'ACQUA
Di seguito la risoluzione sull'uso pubblico dell'acqua presentata in aula durante il consiglio del 21 dicembre e bocciata dalla maggioranza.
Il sottoscritto dott. Roberto Bruno, consigliere comunale del Partito Democratico, ai sensi dell’art. 31 comma 3 dello Statuto Comunale e dell’art. 23 comma 7 e dell’art. 53 commi 1 e 2 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pachino presenta nella seduta odierna del Consiglio la presente RISOLUZIONE sull’uso pubblico dell’acqua, chiedendo che venga messa ai voti nella presente seduta e in modo tale da rilevare una chiara manifestazione dell’orientamento dell’intero Consiglio Comunale sull’argomento di che trattasi e di fornire all’amministrazione un altrettanto chiaro indirizzo politico cui informarsi.
Premesso che in questo ultimo periodo è cresciuto anche in Sicilia il movimento di opposizione alla privatizzazione dell’acqua, e che a tale movimento hanno aderito oltre un centinaio di Comuni dichiarando l’acqua quale bene comune privo di rilevanza economica;
preso atto che lo scorso 14 maggio 2009 presso la sala gialla di Palazzo dei Normanni in Palermo è stato costituito il Coordinamento nazionale degli Enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, con l’intento dichiarato di ripubblicizzare l’acqua come servizio naturale e non economico delle popolazioni;
considerato che in questi mesi molti comuni dell’isola hanno aderito a tale Coordinamento, in primis il Comune di Palma di Montechiaro (come si evince dalla corrispondenza fra il suo Sindaco con le altre amministrazioni comunali dell’isola, fra cui quella di Pachino), promuovendo importanti manifestazioni (il 25 novembre e il 04 dicembre scorsi) per chiedere la ripubblicizzazione dell’acqua;
vista la recente approvazione alla Camera dei Deputati del d.l. 135 sulla privatizzazione dell’acqua;
ravvisata l’opportunità che anche il Comune di Pachino aderisca a tale Coordinamento nazionale degli Enti Locali e faccia sentire in questo modo la propria posizione presso le altre Istituzioni Regionali e Nazionali, si CHIEDE che il servizio idrico sia gestito con efficacia, efficienza ed economicità attraverso la costituzione di Aziende Speciali consortili in mano pubblica e che pertanto gli ingenti finanziamenti nazionali e comunitari siano amministrati dai Comuni, unici rappresentanti delle comunità locali, anziché essere stornati a potenti gruppi finanziari nazionali e multinazionali che per propria natura perseguono finalità di profitto.
Pertanto il Consiglio Comunale di Pachino, nella seduta odierna vota la presente risoluzione ribadendo l’uso pubblico dell’acqua e la sua irrilevanza economica, essendo essa un bene collettivo dei popoli.
Il consigliere comunale
dott. Roberto Bruno
Il sottoscritto dott. Roberto Bruno, consigliere comunale del Partito Democratico, ai sensi dell’art. 31 comma 3 dello Statuto Comunale e dell’art. 23 comma 7 e dell’art. 53 commi 1 e 2 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pachino presenta nella seduta odierna del Consiglio la presente RISOLUZIONE sull’uso pubblico dell’acqua, chiedendo che venga messa ai voti nella presente seduta e in modo tale da rilevare una chiara manifestazione dell’orientamento dell’intero Consiglio Comunale sull’argomento di che trattasi e di fornire all’amministrazione un altrettanto chiaro indirizzo politico cui informarsi.
Premesso che in questo ultimo periodo è cresciuto anche in Sicilia il movimento di opposizione alla privatizzazione dell’acqua, e che a tale movimento hanno aderito oltre un centinaio di Comuni dichiarando l’acqua quale bene comune privo di rilevanza economica;
preso atto che lo scorso 14 maggio 2009 presso la sala gialla di Palazzo dei Normanni in Palermo è stato costituito il Coordinamento nazionale degli Enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, con l’intento dichiarato di ripubblicizzare l’acqua come servizio naturale e non economico delle popolazioni;
considerato che in questi mesi molti comuni dell’isola hanno aderito a tale Coordinamento, in primis il Comune di Palma di Montechiaro (come si evince dalla corrispondenza fra il suo Sindaco con le altre amministrazioni comunali dell’isola, fra cui quella di Pachino), promuovendo importanti manifestazioni (il 25 novembre e il 04 dicembre scorsi) per chiedere la ripubblicizzazione dell’acqua;
vista la recente approvazione alla Camera dei Deputati del d.l. 135 sulla privatizzazione dell’acqua;
ravvisata l’opportunità che anche il Comune di Pachino aderisca a tale Coordinamento nazionale degli Enti Locali e faccia sentire in questo modo la propria posizione presso le altre Istituzioni Regionali e Nazionali, si CHIEDE che il servizio idrico sia gestito con efficacia, efficienza ed economicità attraverso la costituzione di Aziende Speciali consortili in mano pubblica e che pertanto gli ingenti finanziamenti nazionali e comunitari siano amministrati dai Comuni, unici rappresentanti delle comunità locali, anziché essere stornati a potenti gruppi finanziari nazionali e multinazionali che per propria natura perseguono finalità di profitto.
Pertanto il Consiglio Comunale di Pachino, nella seduta odierna vota la presente risoluzione ribadendo l’uso pubblico dell’acqua e la sua irrilevanza economica, essendo essa un bene collettivo dei popoli.
Il consigliere comunale
dott. Roberto Bruno
RISOLUZIONE SULL’INCLUSIONE DI MARZAMEMI FRA I SITI UNESCO DELLA VAL DI NOTO
Di seguito la Risoluzione presentata in aula durante la seduta del 21 dicembre ed approvata dal Consiglio Comunale di Pachino
Il sottoscritto dott. Roberto Bruno, consigliere comunale del Partito Democratico, ai sensi dell’art. 31 comma 3 dello Statuto Comunale e dell’art. 23 comma 7 e dell’art. 53 commi 1 e 2 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pachino presenta nella seduta odierna del Consiglio la presente RISOLUZIONE con la quale si chiede che il borgo di Marzamemi, sito in territorio di Pachino, venga inserito fra i siti UNESCO dell’ONU ed in particolare del sito già esistente della Val di Noto come patrimonio dell’Umanità.
Considerato che la borgata di Marzamemi rappresenta una tipicità ed unicità nella Sicilia sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico, con importantissime testimonianze della storia non solo del borgo stesso ma dell’intera Sicilia, considerando l’esistenza della Tonnara, del Palazzo dei Principi di Villadorata, del cortile denominato “arabo”, della piazza Regina Margherita (che tra l’altro è stata oggetto di una recente ed importante valorizzazione architettonica ed urbanistica che ha consentito una piena e completa fruizione pubblica da parte di turisti e abitanti), delle latomie, della Chiesetta recentemente acquisita dalla Sovrintendenza ai BB.CC., del piazzale della Balata con l’annesso porticciolo, dei locali prospicienti lo stesso (magazzini, cortili, zone di lavoro) testimonianza di una antica pratica di lavoro umano quale appunto la pesca dei tonni, un tempo florida in Sicilia ed in specie a Marzamemi;
vista la felice posizione geografica che ne esalta le qualità e peculiarità paesaggistiche dell’estremo lembo della Sicilia sud-orientale;
considerato inoltre il costante ed aumentato richiamo turistico e mediatico del borgo di Marzamemi, sede di set cinematografici, pubblicità, citato in racconti, poesie, romanzi e persino in film di risonanza nazionale;
considerata l’esistenza di una importantissima manifestazione che si svolge proprio a Marzamemi da un decennio, ovvero il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, evento che richiama un numero elevato di visitatori da tutta l’Italia con ricadute positive sia per il tessuto produttivo locale che per il buon nome del territorio;
considerata infine la contiguità con il territorio di Noto, dichiarato patrimonio UNESCO assieme ad altre città della Val di Noto (comprendente molti comuni delle province di Siracusa, Catania e Ragusa) per via delle peculiarità storiche, architettoniche, paesaggistiche esistenti in detti territori, nella seduta odierna il Consiglio Comunale di Pachino vota la presente RISOLUZIONE con cui si fa voti all’amministrazione comunale affinché attivi tutte le procedure occorrenti per fare inserire il borgo di Marzamemi fra i siti UNESCO della Val di Noto e pertanto dichiarare il borgo come patrimonio dell’Umanità.
Il consigliere comunale
dott. Roberto Bruno
NOTE: La risoluzione è stata approvata all'unanimità
Il sottoscritto dott. Roberto Bruno, consigliere comunale del Partito Democratico, ai sensi dell’art. 31 comma 3 dello Statuto Comunale e dell’art. 23 comma 7 e dell’art. 53 commi 1 e 2 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pachino presenta nella seduta odierna del Consiglio la presente RISOLUZIONE con la quale si chiede che il borgo di Marzamemi, sito in territorio di Pachino, venga inserito fra i siti UNESCO dell’ONU ed in particolare del sito già esistente della Val di Noto come patrimonio dell’Umanità.
Considerato che la borgata di Marzamemi rappresenta una tipicità ed unicità nella Sicilia sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico, con importantissime testimonianze della storia non solo del borgo stesso ma dell’intera Sicilia, considerando l’esistenza della Tonnara, del Palazzo dei Principi di Villadorata, del cortile denominato “arabo”, della piazza Regina Margherita (che tra l’altro è stata oggetto di una recente ed importante valorizzazione architettonica ed urbanistica che ha consentito una piena e completa fruizione pubblica da parte di turisti e abitanti), delle latomie, della Chiesetta recentemente acquisita dalla Sovrintendenza ai BB.CC., del piazzale della Balata con l’annesso porticciolo, dei locali prospicienti lo stesso (magazzini, cortili, zone di lavoro) testimonianza di una antica pratica di lavoro umano quale appunto la pesca dei tonni, un tempo florida in Sicilia ed in specie a Marzamemi;
vista la felice posizione geografica che ne esalta le qualità e peculiarità paesaggistiche dell’estremo lembo della Sicilia sud-orientale;
considerato inoltre il costante ed aumentato richiamo turistico e mediatico del borgo di Marzamemi, sede di set cinematografici, pubblicità, citato in racconti, poesie, romanzi e persino in film di risonanza nazionale;
considerata l’esistenza di una importantissima manifestazione che si svolge proprio a Marzamemi da un decennio, ovvero il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, evento che richiama un numero elevato di visitatori da tutta l’Italia con ricadute positive sia per il tessuto produttivo locale che per il buon nome del territorio;
considerata infine la contiguità con il territorio di Noto, dichiarato patrimonio UNESCO assieme ad altre città della Val di Noto (comprendente molti comuni delle province di Siracusa, Catania e Ragusa) per via delle peculiarità storiche, architettoniche, paesaggistiche esistenti in detti territori, nella seduta odierna il Consiglio Comunale di Pachino vota la presente RISOLUZIONE con cui si fa voti all’amministrazione comunale affinché attivi tutte le procedure occorrenti per fare inserire il borgo di Marzamemi fra i siti UNESCO della Val di Noto e pertanto dichiarare il borgo come patrimonio dell’Umanità.
Il consigliere comunale
dott. Roberto Bruno
NOTE: La risoluzione è stata approvata all'unanimità
venerdì 18 dicembre 2009
Sforato il Patto di stabilità a causa delle eccessive spese dell'amministrazione!
E' da mesi che il Partito Democratico denuncia quanto accaduto e puntualmente riportato dalla stampa di oggi. Lo sforamento del patto di stabilità dimostra come i nostri allarmi e gli inviti all'oculatezza sulla spesa comunale fossero più che fondati.
Ma siamo stati trattati coma la mitologica Cassandra, e ai nostri richiami alla ponderatezza sulla spesa ci rispondevano dandoci dei demagoghi, degli omertosi, dei catastrofisti: per poi purtroppo puntualmente avverarsi quanto da noi previsto, temuto, denunciato!
Persino il commissario Rizza aveva raccomandato di agire con grande oculatezza nella spesa, ma di fronte a questi richiami l'amministrazione ha preferito spendere e spandere migliaia di euro in incarichi, consulenze, esperti, ecc. ecc., caratterizzando questi primi cinque mesi di amministrazione con una vera SPRECOPOLI.
Ed ora ne piangiamo le conseguenze, ricorrendo (forse tardivamente) ai ripari col blocco dei mandati di pagamento e a tutto danno di chi è costretto ad attendere i propri i soldi dal Comune dopo avere svolto il proprio lavoro per conto dello stesso.
Una situazione di grave incertezza quella delle casse comunali, come è testimoniato dalla vaghezza delle affermazioni rilasciate alla stampa da parte degli interessati, per cui si ostinano a minimizzare, a glissare, a tergiversare eludendo una risposta certa: ma a chi dovremmo rivolgerci per sapere se abbiamo sforato il patto di stabilità, a San Gennaro?
Già in passato e in molteplici occasioni avevamo ammonito il Sindaco Bonaiuto ad essere molto attento con le spese comunali (che sono i soldi di tutti), rammentandogli persino la famosa favola della cicala e della formica laboriosa.
Finita l'estate, giunto l'inverno la cicala canterina inizia a fare la fame....e la favola (presunta) si trasforma in un incubo!!!
Pachino merita tutto questo?
Fraterni saluti a tutti
Roberto Bruno
Ma siamo stati trattati coma la mitologica Cassandra, e ai nostri richiami alla ponderatezza sulla spesa ci rispondevano dandoci dei demagoghi, degli omertosi, dei catastrofisti: per poi purtroppo puntualmente avverarsi quanto da noi previsto, temuto, denunciato!
Persino il commissario Rizza aveva raccomandato di agire con grande oculatezza nella spesa, ma di fronte a questi richiami l'amministrazione ha preferito spendere e spandere migliaia di euro in incarichi, consulenze, esperti, ecc. ecc., caratterizzando questi primi cinque mesi di amministrazione con una vera SPRECOPOLI.
Ed ora ne piangiamo le conseguenze, ricorrendo (forse tardivamente) ai ripari col blocco dei mandati di pagamento e a tutto danno di chi è costretto ad attendere i propri i soldi dal Comune dopo avere svolto il proprio lavoro per conto dello stesso.
Una situazione di grave incertezza quella delle casse comunali, come è testimoniato dalla vaghezza delle affermazioni rilasciate alla stampa da parte degli interessati, per cui si ostinano a minimizzare, a glissare, a tergiversare eludendo una risposta certa: ma a chi dovremmo rivolgerci per sapere se abbiamo sforato il patto di stabilità, a San Gennaro?
Già in passato e in molteplici occasioni avevamo ammonito il Sindaco Bonaiuto ad essere molto attento con le spese comunali (che sono i soldi di tutti), rammentandogli persino la famosa favola della cicala e della formica laboriosa.
Finita l'estate, giunto l'inverno la cicala canterina inizia a fare la fame....e la favola (presunta) si trasforma in un incubo!!!
Pachino merita tutto questo?
Fraterni saluti a tutti
Roberto Bruno
mercoledì 9 dicembre 2009
Lettera di MIMMO PANTALEO ai Rettori Italiani
Di seguito pubblico una lettera di Mimmo Pantaleo (FLC/CGIL) indirizzata a tutti i Rettori delle Università Italiane in vista dello sciopero dell'11 dicembre a Roma contro i tagli alle Università Italiane e contro il sistema di depotenziamento del sistema didattico e di ricerca attuato dal Governo.
Superfluo aggiungere che la condivido, la sottoscrivo e la rilancio in pieno.
F.to Roberto Bruno
Ai Rettori delle
Università agli Studi
Magnifici Rettori,
abbiamo preso l’iniziativa inconsueta di rivolgerci direttamente a tutti Voi con una lettera, perché sentiamo moltiplicarsi dentro gli Atenei le preoccupazioni per le difficoltà crescenti che il sistema universitario si trova ad affrontare. Da oltre un anno, dalla promulgazione della L. 133/2008, sia le parti sociali, sia la comunità accademica ed i suoi Organi di rappresentanza, sia gli studenti hanno lanciato un allarme sulla sostenibilità del sistema universitario nei prossimi anni alla luce dei tagli di finanziamento previsti. L’Anno Accademico 2008-2009 è stato attraversato da iniziative di protesta diffuse ed intense, ma che non hanno cambiato gli orientamenti del Governo. Non intendiamo qui tornare sulle nostre posizioni in materia, se non per dire che ci appare evidente come si debbano realizzare iniziative di razionalizzazione della spesa e di migliore utilizzo delle risorse, ma in uno scenario volto a superare lo strutturale sottofinanziamento del nostro sistema universitario, non a ridurre ulteriormente le risorse stesse. A partire dal 2009-2010, i tagli previsti incominceranno a dispiegare per intero ed in modo visibile i loro effetti; molti Atenei sono in forte sofferenza, addirittura in difficoltà ad assicurare la gestione ordinaria, altri vi entreranno nei prossimi mesi, e la situazione è destinata rapidamente ad aggravarsi con gli step successivi di riduzione del FFO. A ciò si aggiunge la poco edificante vicenda della distribuzione premiale del 7%, (destinato, nelle dichiarazioni del Governo, a crescere fino al 30% del totale del FFO), segnata da procedure di valutazione del merito oscure, controverse, prive di trasparenza.
Nelle scorse settimane è stata varata la bozza di DDL sull’Università, che contiene, per quanto ci riguarda, almeno tre elementi di dissenso radicale, tralasciando i singoli aspetti specifici: l’assetto del governo degli Atenei, con soluzioni verticistiche che risolvono il tema complesso e delicato della democrazia d’Ateneo in modo sbrigativamente liquidatorio attraverso la diminutio del Senato; la conferma e accelerazione della messa ad esaurimento dei ricercatori, senza alcun riconoscimento della funzione e stato giuridico docente; l’attivazione di una figura di ricercatore a tempo determinato che non sostituisce, ma si aggiunge agli strumenti di flessibilità esistenti, con ciò, prevedibilmente, estendendo l’area di un precariato intollerabile. E, ci sentiamo di aggiungere, il fatto che le procedure di reclutamento previste non sono destinate ad incrementare trasparenza e merito. Resta tutta da verificare l’ampia delega per la riforma del diritto allo studio, di cui però riteniamo da subito non condivisibile l’istituto del prestito d’onore, immediatamente criticato dal movimento degli studenti.
Come è ormai prassi, il DDL non è stato oggetto di alcun confronto pubblico preventivo, né con le parti sociali, né, cosa ancor più grave, con la comunità accademica.
A tutto ciò si aggiunga l’entrata in vigore della Legge Brunetta, che colpisce pesantemente i dipendenti tecnico-amministrativi, sia sotto il profilo dei trattamenti e delle relazioni sindacali, sia sconvolgendo gli assetti della contrattazione nazionale e decentrata, riducendo gli spazi di negoziato e decurtando pesantemente le retribuzioni.
A noi pare che il complesso degli interventi attuati ed annunciati prefiguri per il sistema universitario un destino di riduzione e di impoverimento qualitativo e quantitativo che, per quanto ci riguarda, non è accettabile, non solo per l’Università in sé, ma per un’idea di sistema universitario che voglia svolgere un ruolo positivo al servizio del Paese. Conosciamo bene gli argomenti utilizzati per giustificare l’operazione, a cominciare dall’affermazione secondo cui le tante pecche e distorsioni del sistema lo rendono un interlocutore non credibile e inadeguato, sul quale intervenire dall’alto imponendo cure drastiche. E’ certamente vero che il sistema ha tante criticità, ma le cure proposte sono decisamente peggiori della malattia, avendo per effetto un tasso di decessi, per rimanere alla similitudine medica, abnormemente alto.
Nonostante la gravità della situazione, la comunità accademica appare ancora non consapevole del destino collettivo che si prefigura, più attenta alle sorti individuali, sperando forse di ricavare una nicchia nella quale attendere che la tempesta passi, o spesso chiusa in una rassegnata passività.
Ci duole dire che anche il ruolo dei Rettori non appare, a nostro avviso, all’altezza della gravità dei problemi; molti si sono lasciati lusingare dal ruolo predominante previsto dal DDL per la figura del Rettore; altri hanno a più riprese sperato in promesse di incremento dei fondi; altri ancora hanno tentato di negoziare, a titolo individuale o collettivo, con un Ministero che si presenta come un interlocutore in posizione dominante (e, come sa ogni sindacalista, le trattative da posizioni impari raramente hanno esiti positivi). Non siamo così ingenui da non comprendere che spesso la posizione del Rettore è tale da tentare di limitare i danni ricercando i correttivi possibili; ma dovrebbe essere chiaro, a nostro avviso, che il tentativo di negoziati individuali o in ordine sparso non è destinato a produrre risposte all’altezza della gravità dei problemi.
Quella del negoziato è una strada che occorre volere in due e, allo stato dell’arte, non esistono evidenze realistiche che il Ministero intenda percorrerla in modo aperto e paritario. Noi auspichiamo che sulla visione e destino dell’Università si apra un confronto vero; ma non ci pare che siano queste le intenzioni.
Il mondo dell’Università, a cominciare dagli studenti, sta ricominciando a produrre iniziative tese a disinnescare le minacce legislative; noi ci sentiamo parte di quel movimento di contrasto, che ha come fine l’apertura di un confronto di merito sulle soluzioni utili e necessarie.
Il giorno 11 dicembre la FLC Cgil ha dichiarato una giornata di sciopero nazionale di tutti i settori, pubblici e privati, della conoscenza (Scuola, Università, Ricerca, AFAM, ecc.), con una manifestazione a Roma, al quale aderisce l’intero settore della Funzione Pubblica. Noi crediamo che la riconquista di un terreno di confronto, e il superamento delle misure legislative già adottate, abbia bisogno di una comunità di intenti e volontà da parte di tutte le componenti dell’Università e, anzi, da parte di tutti i soggetti interessati alla sorte e al contributo dell’Università alla vita del Paese. Auspichiamo perciò che anche i Rettori vogliano dare il loro contributo, con comportamenti e decisioni coerenti, alla ricerca di soluzioni che sono nell’interesse dell’intera comunità nazionale, ancora prima che in quello di coloro che nell’Università vivono ed operano.
Con i migliori saluti
Mimmo Pantaleo
Superfluo aggiungere che la condivido, la sottoscrivo e la rilancio in pieno.
F.to Roberto Bruno
Ai Rettori delle
Università agli Studi
Magnifici Rettori,
abbiamo preso l’iniziativa inconsueta di rivolgerci direttamente a tutti Voi con una lettera, perché sentiamo moltiplicarsi dentro gli Atenei le preoccupazioni per le difficoltà crescenti che il sistema universitario si trova ad affrontare. Da oltre un anno, dalla promulgazione della L. 133/2008, sia le parti sociali, sia la comunità accademica ed i suoi Organi di rappresentanza, sia gli studenti hanno lanciato un allarme sulla sostenibilità del sistema universitario nei prossimi anni alla luce dei tagli di finanziamento previsti. L’Anno Accademico 2008-2009 è stato attraversato da iniziative di protesta diffuse ed intense, ma che non hanno cambiato gli orientamenti del Governo. Non intendiamo qui tornare sulle nostre posizioni in materia, se non per dire che ci appare evidente come si debbano realizzare iniziative di razionalizzazione della spesa e di migliore utilizzo delle risorse, ma in uno scenario volto a superare lo strutturale sottofinanziamento del nostro sistema universitario, non a ridurre ulteriormente le risorse stesse. A partire dal 2009-2010, i tagli previsti incominceranno a dispiegare per intero ed in modo visibile i loro effetti; molti Atenei sono in forte sofferenza, addirittura in difficoltà ad assicurare la gestione ordinaria, altri vi entreranno nei prossimi mesi, e la situazione è destinata rapidamente ad aggravarsi con gli step successivi di riduzione del FFO. A ciò si aggiunge la poco edificante vicenda della distribuzione premiale del 7%, (destinato, nelle dichiarazioni del Governo, a crescere fino al 30% del totale del FFO), segnata da procedure di valutazione del merito oscure, controverse, prive di trasparenza.
Nelle scorse settimane è stata varata la bozza di DDL sull’Università, che contiene, per quanto ci riguarda, almeno tre elementi di dissenso radicale, tralasciando i singoli aspetti specifici: l’assetto del governo degli Atenei, con soluzioni verticistiche che risolvono il tema complesso e delicato della democrazia d’Ateneo in modo sbrigativamente liquidatorio attraverso la diminutio del Senato; la conferma e accelerazione della messa ad esaurimento dei ricercatori, senza alcun riconoscimento della funzione e stato giuridico docente; l’attivazione di una figura di ricercatore a tempo determinato che non sostituisce, ma si aggiunge agli strumenti di flessibilità esistenti, con ciò, prevedibilmente, estendendo l’area di un precariato intollerabile. E, ci sentiamo di aggiungere, il fatto che le procedure di reclutamento previste non sono destinate ad incrementare trasparenza e merito. Resta tutta da verificare l’ampia delega per la riforma del diritto allo studio, di cui però riteniamo da subito non condivisibile l’istituto del prestito d’onore, immediatamente criticato dal movimento degli studenti.
Come è ormai prassi, il DDL non è stato oggetto di alcun confronto pubblico preventivo, né con le parti sociali, né, cosa ancor più grave, con la comunità accademica.
A tutto ciò si aggiunga l’entrata in vigore della Legge Brunetta, che colpisce pesantemente i dipendenti tecnico-amministrativi, sia sotto il profilo dei trattamenti e delle relazioni sindacali, sia sconvolgendo gli assetti della contrattazione nazionale e decentrata, riducendo gli spazi di negoziato e decurtando pesantemente le retribuzioni.
A noi pare che il complesso degli interventi attuati ed annunciati prefiguri per il sistema universitario un destino di riduzione e di impoverimento qualitativo e quantitativo che, per quanto ci riguarda, non è accettabile, non solo per l’Università in sé, ma per un’idea di sistema universitario che voglia svolgere un ruolo positivo al servizio del Paese. Conosciamo bene gli argomenti utilizzati per giustificare l’operazione, a cominciare dall’affermazione secondo cui le tante pecche e distorsioni del sistema lo rendono un interlocutore non credibile e inadeguato, sul quale intervenire dall’alto imponendo cure drastiche. E’ certamente vero che il sistema ha tante criticità, ma le cure proposte sono decisamente peggiori della malattia, avendo per effetto un tasso di decessi, per rimanere alla similitudine medica, abnormemente alto.
Nonostante la gravità della situazione, la comunità accademica appare ancora non consapevole del destino collettivo che si prefigura, più attenta alle sorti individuali, sperando forse di ricavare una nicchia nella quale attendere che la tempesta passi, o spesso chiusa in una rassegnata passività.
Ci duole dire che anche il ruolo dei Rettori non appare, a nostro avviso, all’altezza della gravità dei problemi; molti si sono lasciati lusingare dal ruolo predominante previsto dal DDL per la figura del Rettore; altri hanno a più riprese sperato in promesse di incremento dei fondi; altri ancora hanno tentato di negoziare, a titolo individuale o collettivo, con un Ministero che si presenta come un interlocutore in posizione dominante (e, come sa ogni sindacalista, le trattative da posizioni impari raramente hanno esiti positivi). Non siamo così ingenui da non comprendere che spesso la posizione del Rettore è tale da tentare di limitare i danni ricercando i correttivi possibili; ma dovrebbe essere chiaro, a nostro avviso, che il tentativo di negoziati individuali o in ordine sparso non è destinato a produrre risposte all’altezza della gravità dei problemi.
Quella del negoziato è una strada che occorre volere in due e, allo stato dell’arte, non esistono evidenze realistiche che il Ministero intenda percorrerla in modo aperto e paritario. Noi auspichiamo che sulla visione e destino dell’Università si apra un confronto vero; ma non ci pare che siano queste le intenzioni.
Il mondo dell’Università, a cominciare dagli studenti, sta ricominciando a produrre iniziative tese a disinnescare le minacce legislative; noi ci sentiamo parte di quel movimento di contrasto, che ha come fine l’apertura di un confronto di merito sulle soluzioni utili e necessarie.
Il giorno 11 dicembre la FLC Cgil ha dichiarato una giornata di sciopero nazionale di tutti i settori, pubblici e privati, della conoscenza (Scuola, Università, Ricerca, AFAM, ecc.), con una manifestazione a Roma, al quale aderisce l’intero settore della Funzione Pubblica. Noi crediamo che la riconquista di un terreno di confronto, e il superamento delle misure legislative già adottate, abbia bisogno di una comunità di intenti e volontà da parte di tutte le componenti dell’Università e, anzi, da parte di tutti i soggetti interessati alla sorte e al contributo dell’Università alla vita del Paese. Auspichiamo perciò che anche i Rettori vogliano dare il loro contributo, con comportamenti e decisioni coerenti, alla ricerca di soluzioni che sono nell’interesse dell’intera comunità nazionale, ancora prima che in quello di coloro che nell’Università vivono ed operano.
Con i migliori saluti
Mimmo Pantaleo
lunedì 7 dicembre 2009
Maggioranza spaccata.
Di seguito un articolo di Salvatore Moncada pubblicato su La Gazzetta del Sud il 05 dicembre 2009
"La maggioranza “scivola” su di un debito fuori bilancio e partono le accuse da parte dell’opposizione. Nella seduta consiliare di prosecuzione di giovedì scorso viene bocciato un punto all’ordine del giorno, relativo appunto ad un debito dell’ente nei confronti di un dipendente comunale, e la seduta viene rinviata. “Quanto asserivamo da qualche settimana a questa parte si è palesato con i peggiori auspici”: ha spiegato Roberto Bruno capogruppo del partito Democratico. “La maggioranza è spaccata e non ha votato i punti portati in aula dall’amministrazione che sostiene. In consiglio erano presenti solo la metà dei consiglieri comunali di maggioranza. Un segnale palese delle fibrillazioni esistenti”.
In aula erano presenti 12 consiglieri comunali: 11 di maggioranza e Bruno dell’opposizione. Al momento della votazione del punto in questione, Bruno è uscito dall’aula, 6 consiglieri si sono astenuti, solo 5 hanno votato favorevolmente, il ché ha significato la bocciatura del punto. “Avevamo ragione a definire l’amministrazione come retta da una maggioranza a “geometria variabile” - ha continuato Bruno -. Esiste una indecisione politica sul da farsi. In questo l’attuale amministrazione non differisce da quelle passate. È la dimostrazione di come il centrodestra e il Pdl in particolare stiano “deflagrando” sia a livello locale che a livello provinciale, regionale e nazionale”. La richiesta è dunque esplicita: “La situazione cittadina non è delle migliori – spiega ancora l’esponente del Partito Democratico – chiediamo al sindaco Paolo Bonaiuto di venire in aula e riferire quanto sta accadendo, visto che Pachino non può permettersi una ulteriore crisi politica ed amministrativa”(...)
SALVATORE MONCADA
"La maggioranza “scivola” su di un debito fuori bilancio e partono le accuse da parte dell’opposizione. Nella seduta consiliare di prosecuzione di giovedì scorso viene bocciato un punto all’ordine del giorno, relativo appunto ad un debito dell’ente nei confronti di un dipendente comunale, e la seduta viene rinviata. “Quanto asserivamo da qualche settimana a questa parte si è palesato con i peggiori auspici”: ha spiegato Roberto Bruno capogruppo del partito Democratico. “La maggioranza è spaccata e non ha votato i punti portati in aula dall’amministrazione che sostiene. In consiglio erano presenti solo la metà dei consiglieri comunali di maggioranza. Un segnale palese delle fibrillazioni esistenti”.
In aula erano presenti 12 consiglieri comunali: 11 di maggioranza e Bruno dell’opposizione. Al momento della votazione del punto in questione, Bruno è uscito dall’aula, 6 consiglieri si sono astenuti, solo 5 hanno votato favorevolmente, il ché ha significato la bocciatura del punto. “Avevamo ragione a definire l’amministrazione come retta da una maggioranza a “geometria variabile” - ha continuato Bruno -. Esiste una indecisione politica sul da farsi. In questo l’attuale amministrazione non differisce da quelle passate. È la dimostrazione di come il centrodestra e il Pdl in particolare stiano “deflagrando” sia a livello locale che a livello provinciale, regionale e nazionale”. La richiesta è dunque esplicita: “La situazione cittadina non è delle migliori – spiega ancora l’esponente del Partito Democratico – chiediamo al sindaco Paolo Bonaiuto di venire in aula e riferire quanto sta accadendo, visto che Pachino non può permettersi una ulteriore crisi politica ed amministrativa”(...)
SALVATORE MONCADA
sabato 5 dicembre 2009
Assemblea del circolo PD e inaugurazione dei nuovi locali
Cari amici Vi informo e Vi invito a partecipare all'Assemblea del circolo del PD di Pachino sul tema "Il PD e la politica locale" che si svolgerà domenica 06 dicembre alle ore 18:00 presso i nuovi locali sede del circolo di Pachino in via Francesco Garrano n° 68.
L'Assemblea, a cui sono invitati tutti i cittadini e non soltanto gli iscritti al circolo del PD, sarà l'occasione per discutere assieme sulle strategie politiche che il Partito Democratico intende mettere in campo, sul suo ruolo nella politica locale, sul suo rilancio, sull'insieme delle attività future, sui problemi che viviamo nella nostra città.
Per l'occasione faremo insieme un brindisi per inaugurare i nuovi locali sede del circolo di via F. Garrano 68.
All'Assemblea parteciperanno:
Giovanni CAFEO, coordinatore provinciale del PD
on.le Bruno MARZIANO, deputato regionale del PD
Mi farebbe pertanto molto piacere che partecipaste
Un fraterno abbraccio
Roberto Bruno
L'Assemblea, a cui sono invitati tutti i cittadini e non soltanto gli iscritti al circolo del PD, sarà l'occasione per discutere assieme sulle strategie politiche che il Partito Democratico intende mettere in campo, sul suo ruolo nella politica locale, sul suo rilancio, sull'insieme delle attività future, sui problemi che viviamo nella nostra città.
Per l'occasione faremo insieme un brindisi per inaugurare i nuovi locali sede del circolo di via F. Garrano 68.
All'Assemblea parteciperanno:
Giovanni CAFEO, coordinatore provinciale del PD
on.le Bruno MARZIANO, deputato regionale del PD
Mi farebbe pertanto molto piacere che partecipaste
Un fraterno abbraccio
Roberto Bruno
giovedì 3 dicembre 2009
Il PD a difesa delle tasche dei Pachinesi! Grazie all'azione politica del PD è stato tolto l'aumento sulla spazzatura del 60%
Esprimiamo ampia soddisfazione per la determina con cui il Sindaco Bonaiuto ieri ha tolto l’odioso aumento della tassa sulla spazzatura accogliendo le richieste che da ben tre settimane il Partito Democratico ha avanzato in più riprese ed in diverse sedi: in occasione di un dibattito televisivo a cui ha partecipato l’esponente del PD Salvatore Borgh, sulla stampa e sui giornali con continui comunicati stampa, ed in Consiglio Comunale dove nella seduta del 24 novembre il consigliere Bruno ha apertamente richiesto che tale provvedimento fosse adottato entro la fine dell’anno in corso per “lasciare nelle tasche dei pachinesi qualche soldo in più, specie in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando”.
Ed esprimiamo la nostra soddisfazione politica alla luce anche del fatto che il Sindaco e l’amministrazione proprio sulla vicenda della tassa hanno cambiato posizione rispetto alle iniziali dichiarazioni rese a risposta delle nostre richieste: “è tecnicamente impossibile”, “non si può fare”, “è solo demagogia”. Altro che demagogia!
Quanto sostenuto nelle precedenti settimane dal circolo del PD aveva il fondamento della ragione e quello dei numeri contabili, tant’è che il Sindaco e l’amministrazione alla fine le hanno accettate ed hanno finalmente tolto quell’odioso aumento della spazzatura, portando le tariffe a quelle pagate nel 2006.
Certamente una azione più serrata ed una verifica contabile in sede di assestamento di bilancio (entro il 30 novembre) avrebbe forse potuto consentire un ulteriore abbassamento già per il 2009, e magari avremmo evitato di pagare la 4ª rata sulla spazzatura. Ma non tutto è possibile, e almeno dal 2010 pagheremo di meno! Confermiamo pertanto la nostra soddisfazione. Diamo atto al Sindaco Bonaiuto di avere rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale, nonostante il recente spaesamento che lo portava a voler procrastinare l’adozione di un provvedimento resosi necessario per via del minore costo legato al nuovo capitolato d’appalto e dell’imminente riapertura della discarica, e resosi indispensabile in un momento di grave difficoltà economica per i pachinesi tutti.
E rivendichiamo al Partito Democratico il merito politico come forza di opposizione di aver saputo porre a tempo la questione e di avere più volte sollecitato l’amministrazione ad adottare un provvedimento a nostro giudizio non più rimandabile.
Rimane l’altra questione politica che abbiamo sollevato: quella del RIGORE nella spesa del denaro pubblico, su cui continueremo a porre la nostra responsabile azione di controllo nell’interesse della città di Pachino e delle tasche dei pachinesi.
Fraterni saluti a tutti
Roberto Bruno
Ed esprimiamo la nostra soddisfazione politica alla luce anche del fatto che il Sindaco e l’amministrazione proprio sulla vicenda della tassa hanno cambiato posizione rispetto alle iniziali dichiarazioni rese a risposta delle nostre richieste: “è tecnicamente impossibile”, “non si può fare”, “è solo demagogia”. Altro che demagogia!
Quanto sostenuto nelle precedenti settimane dal circolo del PD aveva il fondamento della ragione e quello dei numeri contabili, tant’è che il Sindaco e l’amministrazione alla fine le hanno accettate ed hanno finalmente tolto quell’odioso aumento della spazzatura, portando le tariffe a quelle pagate nel 2006.
Certamente una azione più serrata ed una verifica contabile in sede di assestamento di bilancio (entro il 30 novembre) avrebbe forse potuto consentire un ulteriore abbassamento già per il 2009, e magari avremmo evitato di pagare la 4ª rata sulla spazzatura. Ma non tutto è possibile, e almeno dal 2010 pagheremo di meno! Confermiamo pertanto la nostra soddisfazione. Diamo atto al Sindaco Bonaiuto di avere rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale, nonostante il recente spaesamento che lo portava a voler procrastinare l’adozione di un provvedimento resosi necessario per via del minore costo legato al nuovo capitolato d’appalto e dell’imminente riapertura della discarica, e resosi indispensabile in un momento di grave difficoltà economica per i pachinesi tutti.
E rivendichiamo al Partito Democratico il merito politico come forza di opposizione di aver saputo porre a tempo la questione e di avere più volte sollecitato l’amministrazione ad adottare un provvedimento a nostro giudizio non più rimandabile.
Rimane l’altra questione politica che abbiamo sollevato: quella del RIGORE nella spesa del denaro pubblico, su cui continueremo a porre la nostra responsabile azione di controllo nell’interesse della città di Pachino e delle tasche dei pachinesi.
Fraterni saluti a tutti
Roberto Bruno
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