Partito democratico, il commissario è Roberto Bruno
A guidare il circolo pachinese del Partito Democratico sarà Roberto Bruno. Il consigliere comunale, ieri mattina, ha ufficializzato la propria nomina da parte degli organismi provinciali, a commissario cittadino del circolo del PD, dando il via anche alla fase congressuale del partito di Centrosinistra che comincerà sabato a Marzamemi con un’assemblea degli iscritti.
«Il circolo di Pachino –ha dichiarato Bruno– è ancora dentro ad una lunga vicenda interna burrascosa che lo portò, da un lato al commissariamento lo scorso marzo e poi, addirittura, a non partecipare col proprio simbolo alle ultime elezioni amministrative».
Lotte intestine nel circolo del PD a causa delle quali, subito dopo le elezioni del coordinamento e del coordinatore Corrado Ruscica, gli organi dirigenti si sbriciolarono a vista d’occhio.
«Sarà un momento di forte dibattito e di chiarimento –spiega il consigliere comunale– e si discuterà sugli indirizzi che il circolo deve assumere da qui a dicembre, perché dopo la fase congressuale nazionale e regionale, si aprirà quella locale».
Dunque, dopo la fase di sostegno alle mozioni regionali e nazionali del partito, per l’elezione del nuovo segretario, ci sarà l’elezione del segretario cittadino.
«L’obiettivo –dichiara Roberto Bruno– è quello di dare al circolo un coordinatore ed un gruppo dirigente strutturato secondo i criteri dell’efficienza e dell’efficacia: ma senza nessuna mediazione. Ritengo infatti finiti i tempi della testimonianza».
Sabato alle 17:30 nei locali de “La Nassa” di Marzamemi è prevista l’assemblea degli iscritti, mentre domenica dalle 15:30 alle 21:00, sempre nel locale del borgo marinaro, si voterà per le mozioni congressuali regionali e nazionali.
SeDi - Giornale di Sicilia, 24 settembre 2009
lunedì 28 settembre 2009
sabato 12 settembre 2009
La necessità del rispetto politico (e quella di conoscere il Regolamento). La risposta al Presidente Rabito
Comunicato stampa del 12 settembre 2009
Le stringate dichiarazioni del Presidente Rabito mi obbligano ad alcune precisazioni che, spero vivamente, servano a mettere una pietra sopra sulla vicenda e scrivere la parola fine ad una sterile polemica, non certamente promossa da me.
Nella replica di Rabito riportata dalla stampa di oggi il Presidente asserisce che lo scrivente “non può permettersi di parlare a ruota libera o su argomenti o quesiti che nulla hanno a che fare con l’O.d.G.”. Verissimo! Ma quanto da me affermato in aula su atti e provvedimenti adottati dall’Amministrazione Municipale concernevano il 1° punto all’O.d.G. che recava la dizione “Comunicazioni, mozioni ed eventuali interrogazioni ed interpellanze” e le richieste di chiarimento rivolte agli amministratori presenti in aula erano pertanto pertinenti a quanto previsto al punto 1 all’O.d.G.
Nella replica di Rabito riportata dalla stampa di oggi il Presidente asserisce che lo scrivente “non può permettersi di parlare a ruota libera o su argomenti o quesiti che nulla hanno a che fare con l’O.d.G.”. Verissimo! Ma quanto da me affermato in aula su atti e provvedimenti adottati dall’Amministrazione Municipale concernevano il 1° punto all’O.d.G. che recava la dizione “Comunicazioni, mozioni ed eventuali interrogazioni ed interpellanze” e le richieste di chiarimento rivolte agli amministratori presenti in aula erano pertanto pertinenti a quanto previsto al punto 1 all’O.d.G.
Preciso, ad onor del vero, che su questi punti mi s’è lasciata ampia facoltà di intervento, sebbene più volte richiamato con battute a voler essere celere e contenermi in 5 minuti. Ho lasciato cadere la questione del richiamo, perché posta in modo amichevole e ironico, e lungi dal voler fare polemica non ho richiesto i 15 minuti di tempo concessi dal regolamento per la trattazione di quanto in corso, anche perché ogni singolo punto da me sollevato richiedeva molto meno dei 15 minuti previsti dall’art. 17 comma 37 (e non l’art. 37 erroneamente citato dal Presidente).
Per quanto riguarda il 2° punto della seduta del 10 u.s. esso prevedeva la “Modifica dello Statuto sociale dell’ATO SR 2 per la riduzione dei componenti del Consiglio di Amministrazione”, argomento su cui di fatto (si leggano i verbali e, qualora non bastassero, si ascoltino le registrazioni audio) il Presidente Rabito non ha permesso al consigliere Quartarone e a me di rivolgere al Responsabile del servizio Ecologia delle domande attinenti all’ATO SR 2.
Quindi non ho certamente parlato a ruota libera e mi sono attenuto a quanto disposto dal vigente Regolamento, impegnando meno di 15 minuti per ogni punto sollevato (come recita il comma 37 dell’art. 17 del Regolamento) ed occupando in totale meno di un’ora, come previsto dall’art. 23 comma 4 del Regolamento.
Inoltre come ex Vicepresidente del Consiglio Comunale sono ben consapevole della vigenza degli artt. 34, 35, 36 e 37 del Regolamento comunale, ma faccio presente al Presidente che ha erroneamente citato tali articoli (si vedano il Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud di oggi) e che gli stessi non si riferiscono alle modalità delle discussioni e dei lavori del Consiglio Comunale ma, rispettivamente:
art. 34 la partecipazione del segretario all’adunanza; art. 35 il verbale dell’adunanza; art. 36 il rinvio della seduta ad altro giorno e art. 37 le sedute pubbliche.
Pertanto il Presidente Rabito piuttosto che richiamare me sull’osservanza di questi articoli, stupendosi della mia mancata conoscenza degli stessi, farebbe meglio a studiare a fondo e nel dettaglio il Regolamento del Consiglio Comunale e non citare articoli a vanvera, o a ruota libera, dello stesso. Certamente non fa una bella figura e, purtroppo, non la fa fare all’intero Consiglio che dovrebbe rappresentare (art. 4, commi 1 e 5 del Regolamento).
Inoltre vorrei richiamare il Presidente all’osservanza dell’art. 4 comma 4 del Regolamento: “Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri”, ricordandogli oltremodo l’art. 10 comma 6 del Regolamento: “Nell’ambito delle funzioni connesse alla carica elettiva il Consigliere ha piena libertà d’azione, di espressione e di voto con i limiti previsti dal presente Regolamento” e l’art. 30, comma 1 del Regolamento: “Nella discussione degli argomenti i Consiglieri Comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi”.
Quindi altro che “Bisogno di una qualsiasi contestazione per essere di sinistra” come sprovvedutamente il Presidente Rabito dichiara!
Piuttosto la necessità del rispetto politico oltre, ovviamente, del Regolamento! Cosa che nel comunicato stampa il Presidente dimostra di non conoscere.
Inoltre è l’art. 17, comma 27 a stabilire che il Presidente “(…) deve richiamare gli oratori che trascendono nel discutere (…)” ma nella discussione in questione né io né il collega Quartarone abbiamo trasceso dall’argomento, trattandosi di questioni strettamente relative al rapporto fra l’ATO SR 2 (in discussione) e il Comune di Pachino che, in qualità di consiglieri di minoranza, rappresentiamo tanto quanto quelli della maggioranza.
Infine, piuttosto che richiamare il rispetto degli art. 48 e 49 (rispettivamente Interrogazioni e le Interpellanze), si adoperi il Presidente Rabito a voler scrivere all’O.d.G. le 10 fra interrogazioni, interpellanze e proposte di delibera presentate ormai abbondantemente da oltre un mese: qui però non chiede il rispetto del comma 5 dell’art. 48 e sulle quali si attende ancora risposta!
Concludo non volendo accettare la velata minaccia rivoltami nella mail che ho ricevuto dal Presidente Rabito, nella quale scrive che la sua considerazione nei miei confronti “va affievolendosi” così come il tempo a mia disposizione per i miei interventi in consiglio, ma a voler considerare l’accaduto un mero incidente di percorso sul quale, se Lui vuole, si potrà mettere una pietra sopra.
Sempre che non si abbia mai più a verificarsi il tentativo di zittire un consigliere dell’opposizione.
Il consigliere Roberto Bruno
Inoltre vorrei richiamare il Presidente all’osservanza dell’art. 4 comma 4 del Regolamento: “Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri”, ricordandogli oltremodo l’art. 10 comma 6 del Regolamento: “Nell’ambito delle funzioni connesse alla carica elettiva il Consigliere ha piena libertà d’azione, di espressione e di voto con i limiti previsti dal presente Regolamento” e l’art. 30, comma 1 del Regolamento: “Nella discussione degli argomenti i Consiglieri Comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi”.
Quindi altro che “Bisogno di una qualsiasi contestazione per essere di sinistra” come sprovvedutamente il Presidente Rabito dichiara!
Piuttosto la necessità del rispetto politico oltre, ovviamente, del Regolamento! Cosa che nel comunicato stampa il Presidente dimostra di non conoscere.
Inoltre è l’art. 17, comma 27 a stabilire che il Presidente “(…) deve richiamare gli oratori che trascendono nel discutere (…)” ma nella discussione in questione né io né il collega Quartarone abbiamo trasceso dall’argomento, trattandosi di questioni strettamente relative al rapporto fra l’ATO SR 2 (in discussione) e il Comune di Pachino che, in qualità di consiglieri di minoranza, rappresentiamo tanto quanto quelli della maggioranza.
Infine, piuttosto che richiamare il rispetto degli art. 48 e 49 (rispettivamente Interrogazioni e le Interpellanze), si adoperi il Presidente Rabito a voler scrivere all’O.d.G. le 10 fra interrogazioni, interpellanze e proposte di delibera presentate ormai abbondantemente da oltre un mese: qui però non chiede il rispetto del comma 5 dell’art. 48 e sulle quali si attende ancora risposta!
Concludo non volendo accettare la velata minaccia rivoltami nella mail che ho ricevuto dal Presidente Rabito, nella quale scrive che la sua considerazione nei miei confronti “va affievolendosi” così come il tempo a mia disposizione per i miei interventi in consiglio, ma a voler considerare l’accaduto un mero incidente di percorso sul quale, se Lui vuole, si potrà mettere una pietra sopra.
Sempre che non si abbia mai più a verificarsi il tentativo di zittire un consigliere dell’opposizione.
Il consigliere Roberto Bruno
venerdì 11 settembre 2009
Un Consiglio SURREALE
Comunicato Stampa dell'11 settembre 2009
Quanto successo durante la seduta di ieri sera (10 settembre ’09) del Consiglio Comunale è perlomeno surreale.
E preferisco limitarmi a definirlo in questo modo per non scadere in considerazioni le quali, inevitabilmente, provocherebbero dei giudizi politici molto duri nei confronti della seconda carica istituzionale della città, cioè la Presidenza del Consiglio Comunale.
Non è del resto la prima volta che il Presidente entra nel merito del dibattito in aula, violando in questo modo il ruolo di garante cui è chiamato nei confronti di tutto il Consiglio Comunale nella sua interezza, e non solo della maggioranza che lo ha votato.
Ma veniamo ai fatti, indispensabili per ricostruire cosa è accaduto.
Non è del resto la prima volta che il Presidente entra nel merito del dibattito in aula, violando in questo modo il ruolo di garante cui è chiamato nei confronti di tutto il Consiglio Comunale nella sua interezza, e non solo della maggioranza che lo ha votato.
Ma veniamo ai fatti, indispensabili per ricostruire cosa è accaduto.
Convocazione d’urgenza con un solo punto all’O.d.G., oltre al primo che va sempre inserito e che riguarda le “Comunicazioni, mozioni ed eventuali interrogazioni ed interpellanze”. Il punto riguarda la “Modifica dello Statuto sociale dell’ATO SR 2 per la riduzione dei componenti del Consiglio di Amministrazione”, atto dovuto a seguito di una legge regionale del 2008 che sta tentando di razionalizzare le spese di gestione per queste strutture che, in modo trasversale, sono considerate dei carrozzoni di sottogoverno che spillano di anno in anno denaro alle già sofferenti casse comunali, ivi incluse quelle di Pachino, senza ricevere alcun giovamento.
Ma già al primo punto, quello relativo alle Comunicazioni, avendo chiesto parola ed interrogando gli Amministratori presenti (Sorbera, Bufardeci e Mandalà) su alcuni atti adottati, quali delibere di giunta e determine sindacali, con relativi impegni di spesa per l’Ente, ho notato una certa insofferenza da parte del Presidente e di un consigliere della maggioranza rispetto ai quesiti che ponevo e i chiarimenti che richiedevo. Va aggiunto, ad onore del vero, che nessuno degli Amministratori s’è sottratto dal rispondere ed anzi ogni richiesta sollevata ha trovato pronto accoglimento e spiegazione da parte degli Amministratori, con motivazioni che, personalmente, ho trovato alcune ammissibili ed altre non condivisibili. Ma sempre nel pieno rispetto istituzionale.
Concluso il primo punto, con la manifesta insofferenza da parte di qualche consigliere di maggioranza (uno per la verità) che mi invitava a rivolgere per iscritto queste domande, e al quale ho prontamente risposto che non spetta a lui determinare le modalità di intervento del consigliere comunale del Partito Democratico, il Presidente ha incardinato il secondo punto sulla Modifica dello statuto ATO, invitando il Responsabile di P. O. del settore Ecologia ad entrare in aula per spiegare la natura e la genesi burocratica del provvedimento su cui eravamo stati chiamati ad esprimerci col voto. Una volta terminato l’intervento, il consigliere Corrado Quartarone rivolge alcune domande al funzionario presente, ma viene subito redarguito dal Presidente Rabito che inibisce di fatto il funzionario a rispondere (si trattava di quesiti strettamente inerenti l’argomento, quali ad esempio a quanto ammonta annualmente il contributo del Comune di Pachino all’ATO SR 2) ed interrompe l’intervento di Quartarone.
Ho chiesto pertanto la parola ed una volta ottenutala con non poca difficoltà, sono intervenuto a difesa di quanto sollevato dal collega Quartarone e contro l’atteggiamento censorio del Presidente, ricordandogli piuttosto il ruolo di garante che deve sempre assolvere. Ma il Presidente, entrando ancora una volta nel merito del dibattito e violando la libertà di due consiglieri comunali di esprimersi e di interrogare i funzionari presenti, ha tolto la parola a me e a Quartarone, impedito al funzionario di rispondere, ha dichiarato chiusa la discussione e aperto le operazioni di voto.
È la prima ed ultima volta che il Presidente si permette un uso arbitrario del potere durante i lavori dell’aula. Con ciò egli ha violato una serie di articoli del regolamento (una mezza dozzina) e soprattutto ha leso i diritti e le prerogative dei consiglieri di esprimersi su tutto quanto è di competenza dell’amministrazione comunale.
Si ricorda infine al Presidente che il Consiglio che egli presiede è l’organo di controllo dell’attività amministrativa e che non abbia mai più a ripetersi un atteggiamento censorio da parte sua contro singoli consiglieri comunali, specie se dell’opposizione.
Questo atteggiamento denota una profonda insofferenza di una parte della maggioranza (ivi incluso il Presidente evidentemente) nei confronti delle libertà di espressione e di mandato dei consiglieri comunali dell’opposizione. Forse non sanno che la vera funzione del Consiglio Comunale come organo elettivo è la somma di voci, non la loro sottrazione: è scambio di idee e pluralità di posizioni, tutte tese al bene dell’amministrazione pubblica.
L’idea di chiudere la bocca alle opposizioni, di mettere loro il bavaglio, di impedirne le espressioni politiche in aula su questioni che riguardano la vita pubblica, provvedimenti e atti adottati è sintomo di un brutto clima che si inizia a respirare nel palazzo di città e che, per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni sede e con tutte le nostre forze.
Ma già al primo punto, quello relativo alle Comunicazioni, avendo chiesto parola ed interrogando gli Amministratori presenti (Sorbera, Bufardeci e Mandalà) su alcuni atti adottati, quali delibere di giunta e determine sindacali, con relativi impegni di spesa per l’Ente, ho notato una certa insofferenza da parte del Presidente e di un consigliere della maggioranza rispetto ai quesiti che ponevo e i chiarimenti che richiedevo. Va aggiunto, ad onore del vero, che nessuno degli Amministratori s’è sottratto dal rispondere ed anzi ogni richiesta sollevata ha trovato pronto accoglimento e spiegazione da parte degli Amministratori, con motivazioni che, personalmente, ho trovato alcune ammissibili ed altre non condivisibili. Ma sempre nel pieno rispetto istituzionale.
Concluso il primo punto, con la manifesta insofferenza da parte di qualche consigliere di maggioranza (uno per la verità) che mi invitava a rivolgere per iscritto queste domande, e al quale ho prontamente risposto che non spetta a lui determinare le modalità di intervento del consigliere comunale del Partito Democratico, il Presidente ha incardinato il secondo punto sulla Modifica dello statuto ATO, invitando il Responsabile di P. O. del settore Ecologia ad entrare in aula per spiegare la natura e la genesi burocratica del provvedimento su cui eravamo stati chiamati ad esprimerci col voto. Una volta terminato l’intervento, il consigliere Corrado Quartarone rivolge alcune domande al funzionario presente, ma viene subito redarguito dal Presidente Rabito che inibisce di fatto il funzionario a rispondere (si trattava di quesiti strettamente inerenti l’argomento, quali ad esempio a quanto ammonta annualmente il contributo del Comune di Pachino all’ATO SR 2) ed interrompe l’intervento di Quartarone.
Ho chiesto pertanto la parola ed una volta ottenutala con non poca difficoltà, sono intervenuto a difesa di quanto sollevato dal collega Quartarone e contro l’atteggiamento censorio del Presidente, ricordandogli piuttosto il ruolo di garante che deve sempre assolvere. Ma il Presidente, entrando ancora una volta nel merito del dibattito e violando la libertà di due consiglieri comunali di esprimersi e di interrogare i funzionari presenti, ha tolto la parola a me e a Quartarone, impedito al funzionario di rispondere, ha dichiarato chiusa la discussione e aperto le operazioni di voto.
È la prima ed ultima volta che il Presidente si permette un uso arbitrario del potere durante i lavori dell’aula. Con ciò egli ha violato una serie di articoli del regolamento (una mezza dozzina) e soprattutto ha leso i diritti e le prerogative dei consiglieri di esprimersi su tutto quanto è di competenza dell’amministrazione comunale.
Si ricorda infine al Presidente che il Consiglio che egli presiede è l’organo di controllo dell’attività amministrativa e che non abbia mai più a ripetersi un atteggiamento censorio da parte sua contro singoli consiglieri comunali, specie se dell’opposizione.
Questo atteggiamento denota una profonda insofferenza di una parte della maggioranza (ivi incluso il Presidente evidentemente) nei confronti delle libertà di espressione e di mandato dei consiglieri comunali dell’opposizione. Forse non sanno che la vera funzione del Consiglio Comunale come organo elettivo è la somma di voci, non la loro sottrazione: è scambio di idee e pluralità di posizioni, tutte tese al bene dell’amministrazione pubblica.
L’idea di chiudere la bocca alle opposizioni, di mettere loro il bavaglio, di impedirne le espressioni politiche in aula su questioni che riguardano la vita pubblica, provvedimenti e atti adottati è sintomo di un brutto clima che si inizia a respirare nel palazzo di città e che, per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni sede e con tutte le nostre forze.
Il Consiglio Comunale rappresenta la pluralità dei cittadini di Pachino e il Presidente deve far parlare tutti, limitandosi a contingentare i tempi ed impegnandosi a non intromettersi nel merito degli interventi di singoli consiglieri.
Le domande e i rilievi sollevati durante il dibattito di ieri in aula.
Ho chiesto all’Assessore Mandalà (deleghe all’Agricoltura e ai Beni Culturali) cosa stesse predisponendo per risolvere il problema sorto in merito al servizio di vidimazione delle bollette per i viticoltori Pachinesi che hanno i loro vigneti ricadenti in territorio di Noto.
Ho chiesto inoltre cosa stesse predisponendo per i 250 anni della Fondazione della Città di Pachino che cadrà il prossimo anno e proposto altresì che tempestivamente si costituisca un Comitato Promotore per la programmazione e gestione delle celebrazioni, presieduto dal Sindaco e di cui facciano parte una rappresentanza del Consiglio Comunale in quanto organo elettivo oltre a studiosi, intellettuali e cultori di storia.
Ho chiesto al Vicesindaco Sorbera delucidazioni in merito ad alcuni atti.
In particolare nella determina sindacale n° 46 del 7 settembre (che porta la sua firma) ho chiesto se l’assegnazione della Posizione Organizzativa ad un funzionario con posto D1 all’VIII° settore al posto di un D3 che deteneva tale ruolo, non possa creare un eventuale contenzioso del detto funzionario D3 con l’Ente, con una probabile condanna per l’Ente stesso da parte del Giudice del Lavoro e quindi un’inevitabile danno erariale per il Comune.
Ho chiesto inoltre se nella determina sindacale n° 41 del 2 settembre (che porta la firma del Sindaco) con cui si affida l’incarico di esperto ad un professionista, la somma corrisposta di € 15.000 non sia esosa rispetto ai tempi indicati per la prestazione (15 settembre, ovvero 13 giorni a decorrere dalla data di assegnazione dell’incarico, con un compenso di oltre 1.000 € al giorno), e se non vi fossero professionalità interne all’Ente con cui sopperire a tale esigenza (come previsto dalla Circolare n° 2 del 2008 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica) ovvero il Segretario Generale, il Vice Segretario, il Responsabile di Posizione Organizzativa del Settore Legale, l’Esperto legale del Comune come da precedente e ancora vigente incarico dato con determina sindacale all’avv. Di Fede Salvatore. Ho chiesto infine, sempre in merito a tale determina, se fosse contabilmente corretto l’impegno di spesa di 10.550 € a carico del Bilancio Pluriennale 2010, visto che comunque il suddetto professionista beneficiario dell’incarico terminerà le proprie prestazioni entro il 31 ottobre 2009, come è scritto al punto 4 della suddetta delibera n° 41.
Ho chiesto infine all’Assessore Bufardeci come sta procedendo l’Amministrazione in merito al Capitolato d’Appalto della Nettezza Urbana che, come noto, scadrà il prossimo 30 settembre.
Superfluo aggiungere che le risposte ottenute a quanto da me sollevato sono state poco esaustive e continueremo con pervicacia a porre con grande serietà la nostra attività di controllo su quanto sta operando l’Amministrazione.
Il consigliere
Roberto Bruno
Le domande e i rilievi sollevati durante il dibattito di ieri in aula.
Ho chiesto all’Assessore Mandalà (deleghe all’Agricoltura e ai Beni Culturali) cosa stesse predisponendo per risolvere il problema sorto in merito al servizio di vidimazione delle bollette per i viticoltori Pachinesi che hanno i loro vigneti ricadenti in territorio di Noto.
Ho chiesto inoltre cosa stesse predisponendo per i 250 anni della Fondazione della Città di Pachino che cadrà il prossimo anno e proposto altresì che tempestivamente si costituisca un Comitato Promotore per la programmazione e gestione delle celebrazioni, presieduto dal Sindaco e di cui facciano parte una rappresentanza del Consiglio Comunale in quanto organo elettivo oltre a studiosi, intellettuali e cultori di storia.
Ho chiesto al Vicesindaco Sorbera delucidazioni in merito ad alcuni atti.
In particolare nella determina sindacale n° 46 del 7 settembre (che porta la sua firma) ho chiesto se l’assegnazione della Posizione Organizzativa ad un funzionario con posto D1 all’VIII° settore al posto di un D3 che deteneva tale ruolo, non possa creare un eventuale contenzioso del detto funzionario D3 con l’Ente, con una probabile condanna per l’Ente stesso da parte del Giudice del Lavoro e quindi un’inevitabile danno erariale per il Comune.
Ho chiesto inoltre se nella determina sindacale n° 41 del 2 settembre (che porta la firma del Sindaco) con cui si affida l’incarico di esperto ad un professionista, la somma corrisposta di € 15.000 non sia esosa rispetto ai tempi indicati per la prestazione (15 settembre, ovvero 13 giorni a decorrere dalla data di assegnazione dell’incarico, con un compenso di oltre 1.000 € al giorno), e se non vi fossero professionalità interne all’Ente con cui sopperire a tale esigenza (come previsto dalla Circolare n° 2 del 2008 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica) ovvero il Segretario Generale, il Vice Segretario, il Responsabile di Posizione Organizzativa del Settore Legale, l’Esperto legale del Comune come da precedente e ancora vigente incarico dato con determina sindacale all’avv. Di Fede Salvatore. Ho chiesto infine, sempre in merito a tale determina, se fosse contabilmente corretto l’impegno di spesa di 10.550 € a carico del Bilancio Pluriennale 2010, visto che comunque il suddetto professionista beneficiario dell’incarico terminerà le proprie prestazioni entro il 31 ottobre 2009, come è scritto al punto 4 della suddetta delibera n° 41.
Ho chiesto infine all’Assessore Bufardeci come sta procedendo l’Amministrazione in merito al Capitolato d’Appalto della Nettezza Urbana che, come noto, scadrà il prossimo 30 settembre.
Superfluo aggiungere che le risposte ottenute a quanto da me sollevato sono state poco esaustive e continueremo con pervicacia a porre con grande serietà la nostra attività di controllo su quanto sta operando l’Amministrazione.
Il consigliere
Roberto Bruno
venerdì 4 settembre 2009
Il progetto politico del Sindaco è fallito!
Intervento in aula nel consiglio comunale del 3 settembre 2009
Da attento lettore dei quotidiani nazionali, leggendo un articolo di Giuseppe D’Avanzo (pubblicato su Repubblica di oggi 3 settembre e dal titolo “Mandante e utilizzatore”), ho trovato un singolare parallelismo fra quanto scritto dal giornalista di Repubblica in merito alle ultime vicende politiche nazionali che vedono il premier Berlusconi al centro di una vera e propria bufera mediatica, e quanto sta accadendo in questi ultimi giorni a Pachino all’interno del Palazzo di città e che vedono il sindaco Bonaiuto al centro di una rete di comando apparentemente impenetrabile.
Soprattutto ho trovato particolarmente singolare la visione monista, quasi totalitaria oserei dire, del potere che hanno tanto il presidente Berlusconi che il sindaco Bonaiuto (e non è un complimento quello che Le sto facendo, sindaco).
In entrambi i casi nel celebrare e ossequiare questa visione monista e accentrata del potere è complice una certa stampa, assoldata e asservita politicamente al potere, e che non dà quasi alcuno spazio alla voce delle opposizioni, confezionando notizie ad uso e consumo del potente al momento in sella.
Ma questa visione del potere, dalla corazza d’acciaio, che si vorrebbe dare è in realtà sbagliata e quanto più lontana dalla realtà! Non solo perché abbiamo alle spalle oltre tre secoli e mezzo di costituzionalismo che postula la divisione dei poteri e viviamo oggi in una democrazia plurale, ma soprattutto perché questa visione monista del potere incentrata su un sindaco convinto che tutto gli sia dovuto (esattamente come un premier convinto di essere Quello-che-comanda-tutto, come l’ha definito D’Avanzo dalle colonne di Repubblica) dimostra tutte le fragilità di un sindaco e di una maggioranza che ad appena due mesi dalle elezioni hanno fallito politicamente il loro obiettivo, dimostrando come quel progetto politico faccia in realtà acqua da tutte le parti!
Ad oggi sono almeno quattro gli indizi che dimostrano come questa maggioranza e questo sindaco poggino le proprie fondamenta su un progetto fallimentare. Di solito si dice che siano sufficienti 3 indizi a fare una prova: io ne porto ben 4 a rafforzare il mio ragionamento.
Il primo indizio, come dire, è professionale e riguarda la recente revoca di incarichi ad alcuni professionisti (come ho già avuto modo di dichiarare alla stampa nelle settimane precedenti) e che ha tutto il sapore di una vendetta politica contro persone che non sono state vicino a questo sindaco durante la campagna elettorale: quasi tutti i professionisti sollevati dall’incarico appartengono culturalmente all’area del centrosinistra o, comunque, nella recente campagna elettorale non hanno certamente sostenuto questo sindaco. E l’assunto che si dovesse snellire il Piano Triennale delle Opere Pubbliche è un pretesto, e quindi falso, perché siamo temporalmente lontani dalla revisione del Piano, la cui approvazione ricordo che spetta tra l’altro al Consiglio comunale, e perché correttezza vuole che i professionisti destinatari del provvedimento fossero per lo meno preventivamente sentiti. Cosa che non è accaduta.
Il secondo indizio è di natura documentale: il prelievo di 80.000 € dal Fondo di Riserva del Bilancio comunale in un momento di forte esposizione finanziaria dell’Ente per fare una striminzita e stringata programmazione estiva di spettacoli e per pagare incarichi politici a membri della maggioranza dimostra come il sindaco debba costantemente ricorrere alla cassa e alla nomina di esperti (sebbene qualcuno a titolo gratuito) per tenere uniti i cocci della sua maggioranza, non tanto quella consiliare ridotta al silenzio, ma quella composta dai soliti nomi sempre presenti in ogni amministrazione.
Il terzo indizio che dimostra il fallimento del progetto del sindaco è tutto cronachistico: la maggioranza variabile che lo sostiene, perché ad oggi non s’è capito quanti sono e soprattutto chi sono i consiglieri che sostengono il sindaco, denota una profonda insicurezza di fondo per cui è meglio avere consiglieri di riserva pronti di volta in volta a sostenerlo piuttosto che avviare una seria e certa azione amministrativa.
La sistematica incursione del sindaco fra i banchi dell’opposizione, che egli considera come una propria riserva di caccia, e cosa ancora peggiore che qualche consigliere di opposizione gli ha fatto credere tale, dimostra ancora una volta come questo progetto sia miseramente fallito!
E non tanto per via dei passaggi dall’opposizione alla maggioranza, di per sé costume politico deprecabile, ma il fatto che tali passaggi siano incoraggiati e fomentati proprio dal sindaco, nel silenzio della maggioranza originaria: politicamente debole, che rimane inerme, silente ed ubbidiente, in attesa di ricevere la tanto agognata visibilità!
Infine vi è il quarto indizio ed è diretto e recente, e sono le dimissioni del preside Carmelo Latino, a cui va pubblicamente la mia personale solidarietà e quella politica di tutto il Partito Democratico. Le dimissioni del preside Latino, e soprattutto le sobrie ma ferme e decise dichiarazioni rilasciate alla stampa (si veda l’articolo del Giornale di Sicilia di oggi) testimoniano ancora una volta come questo progetto politico sia politicamente fallito.
Verrebbe da dire: siamo alle solite! Ma siamo a Pachino, dove tutto è possibile!
Non esiste da nessuna parte al mondo che ad appena due mesi dall’insediamento di una nuova amministrazione si debba ricorrere ad una verifica di maggioranza e ad un rimpasto della giunta!
Ecco quali sono gli indizi che dimostrano come questo progetto politico sia fallito, e il passaggio di consiglieri dell’opposizione alla maggioranza testimonia il tradimento del mandato elettorale! Chiedo pertanto a tutti i consiglieri di opposizione, inclusi quelli che si sono dichiarati indipendenti rispetto alla lista di elezione, di dichiarare stasera la loro posizione rispetto all’amministrazione Bonaiuto: dicano chi è passato alla maggioranza e chi, invece, è coerentemente rimasto all’opposizione rispettando il mandato degli elettori.
Non entro infine in merito all’azione amministrativa.
Appena due mesi di governo sono troppo pochi per fare una disamina seria sull’operato dell’amministrazione,
così come sono troppo pochi per rivendicare trionfalismi, successi e persino miracoli, come più volte ha fatto il sindaco sulla stampa.
Del resto parlano gli atti: la maggioranza delle delibere di giunta hanno riguardato la revoca degli incarichi professionali (di cui al primo indizio) mentre le determine sindacali si sono occupate di storni di bilancio e soprattutto di incarichi ad esperti, alcuni gratuiti, altri lautamente remunerati!
Cosa dire: attendiamo tempi migliori per esprimere un giudizio sereno sull’attività amministrativa, e soprattutto attendiamo la nuova giunta, visto l’imminente rimpasto annunciato dai giornali di oggi. Del resto vi sono problemi importantissimi che incombono sulla vita della città, a partire dal nauseabondo fetore che promana dal canalone di Marzamemi (che ha fatto scappare centinaia di turisti), alla prossima scadenza del contratto con la ditta che espleta il servizio di raccolta dei rifiuti. A proposito: a che punto siamo con il capitolato d’appalto? In data 28 luglio ho chiesto di prendere visione della bozza di capitolato, ma debbo constatare come ad oggi ciò non mi sia stato ancora reso possibile.
In conclusione: ci riserviamo e rivendichiamo il diritto/dovere del dialogo istituzionale così come rivendichiamo il diritto/dovere di esercitare una attenta e rigorosa verifica su ciò che è stato fatto e soprattutto su quello che farete in futuro.
Il consigiere di Progetto Pachino - Partito Democratico
dott. Roberto Bruno
martedì 1 settembre 2009
Il consiglio d'urgenza e i ritardi voluti. Quando il dibattito politico si arena su una (inutile) commissione!
Finalmente e tardivamente il consiglio comunale è stato convocato: giovedì 03 settembre 2009, alle ore 20:00, con all’ordine del giorno la formazione delle commissioni consiliari. Non si capisce, in verità, quali siano le ragioni della convocazione d’urgenza, visto che prima si è deliberatamente voluto attendere oltre un mese dall’insediamento, perdendo del tempo prezioso, e poi improvvisamente spunta la convocazione d’urgenza.
Ma ancora più incomprensibile, sul piano della correttezza politica, è la sistematica incursione del sindaco Bonaiuto fra i banchi dell’opposizione, che egli considera come una propria riserva di caccia e, cosa ancora peggiore, che qualcuno dell’opposizione gli ha fatto credere tale.
Il tutto per una commissione elettorale tenacemente ambita che non serve a migliorare le sorti della città, ma solo ad ingrossare l’orticello dei consiglieri che ne sono membri, perché è a loro demandata la facoltà di nominare (sì, sì, nominare e non sorteggiare) i membri delle sezioni elettorali durante le prossime elezioni, vale a dire nominare gli scrutatori i quali, poi, ricambiano la grazia ricevuta col proprio voto al consigliere “santo patrono”.
È sin troppo lampante la perfetta simmetria con l’andazzo delle precedenti amministrazioni, fatte di clientele e di peones. Altro che rinnovamento e discontinuità rivendicate dal sindaco! Siamo alle solite: si continuano ad occupare poltrone, ed anche una misera commissione elettorale fa gola e rientra nella logica della spartizione.
La legge stabilisce che nella commissione elettorale vi sia almeno un consigliere dell’opposizione, e ciò come garanzia per le minoranze. Ma se questo consigliere viene eletto con i voti della maggioranza per ringraziarlo di una precedente “cortesia” elettorale (tipo l’elezione del presidente del Consiglio), altro che garanzia per le minoranze! Si tratta della solita arroganza della maggioranza, che utilizza i propri voti per continuare ad occupare le poltrone! Del resto gli uomini sono sempre gli stessi delle passate amministrazioni.
Fatti salvi alcuni casi: rare, e per questo, eccezioni.
Certamente il passaggio di giovedì prossimo segnerà uno spartiacque fra la maggioranza e l’opposizione: sulla sua consistenza, sulla sua reale strategia di opporsi criticamente e costruttivamente nei confronti di una maggioranza e di un sindaco, il quale è convinto che tutto gli sia dovuto e che continua a scambiare il governo della città con l’esercizio del potere. E soprattutto si farà chiarezza su questi ambigui, moderni satrapi, che approfittano della propria carica per spadroneggiare su tutti gli altri.
Ci vediamo giovedì 3 settembre alle ore 20:00 nell’Aula consiliare di via Rubera.
PS: nella seduta di giovedì, prima della votazione delle commissioni consiliari, il sindaco dovrebbe rispondere sulle interrogazioni e interpellanze che ho presentato nelle settimane precedenti. Siamo in attesa di conoscere cosa dice l’amministrazione in merito alla viabilità, i beni culturali, l’ex cine-Diana, la casa di San Giuseppe, la raccolta differenziata, il PIT Ecomuseo del Mediterraneo, ecc. su cui ho sollevato interrogazioni.
Roberto Bruno
Ma ancora più incomprensibile, sul piano della correttezza politica, è la sistematica incursione del sindaco Bonaiuto fra i banchi dell’opposizione, che egli considera come una propria riserva di caccia e, cosa ancora peggiore, che qualcuno dell’opposizione gli ha fatto credere tale.
Il tutto per una commissione elettorale tenacemente ambita che non serve a migliorare le sorti della città, ma solo ad ingrossare l’orticello dei consiglieri che ne sono membri, perché è a loro demandata la facoltà di nominare (sì, sì, nominare e non sorteggiare) i membri delle sezioni elettorali durante le prossime elezioni, vale a dire nominare gli scrutatori i quali, poi, ricambiano la grazia ricevuta col proprio voto al consigliere “santo patrono”.
È sin troppo lampante la perfetta simmetria con l’andazzo delle precedenti amministrazioni, fatte di clientele e di peones. Altro che rinnovamento e discontinuità rivendicate dal sindaco! Siamo alle solite: si continuano ad occupare poltrone, ed anche una misera commissione elettorale fa gola e rientra nella logica della spartizione.
La legge stabilisce che nella commissione elettorale vi sia almeno un consigliere dell’opposizione, e ciò come garanzia per le minoranze. Ma se questo consigliere viene eletto con i voti della maggioranza per ringraziarlo di una precedente “cortesia” elettorale (tipo l’elezione del presidente del Consiglio), altro che garanzia per le minoranze! Si tratta della solita arroganza della maggioranza, che utilizza i propri voti per continuare ad occupare le poltrone! Del resto gli uomini sono sempre gli stessi delle passate amministrazioni.
Fatti salvi alcuni casi: rare, e per questo, eccezioni.
Certamente il passaggio di giovedì prossimo segnerà uno spartiacque fra la maggioranza e l’opposizione: sulla sua consistenza, sulla sua reale strategia di opporsi criticamente e costruttivamente nei confronti di una maggioranza e di un sindaco, il quale è convinto che tutto gli sia dovuto e che continua a scambiare il governo della città con l’esercizio del potere. E soprattutto si farà chiarezza su questi ambigui, moderni satrapi, che approfittano della propria carica per spadroneggiare su tutti gli altri.
Ci vediamo giovedì 3 settembre alle ore 20:00 nell’Aula consiliare di via Rubera.
PS: nella seduta di giovedì, prima della votazione delle commissioni consiliari, il sindaco dovrebbe rispondere sulle interrogazioni e interpellanze che ho presentato nelle settimane precedenti. Siamo in attesa di conoscere cosa dice l’amministrazione in merito alla viabilità, i beni culturali, l’ex cine-Diana, la casa di San Giuseppe, la raccolta differenziata, il PIT Ecomuseo del Mediterraneo, ecc. su cui ho sollevato interrogazioni.
Roberto Bruno
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