martedì 25 agosto 2009

CHE FINE HA FATTO IL CONSIGLIO COMUNALE?

Come mai, a quasi un mese dall’insediamento del nuovo consiglio comunale non si è ancora provveduto a convocare una nuova seduta? Eppure ci sono degli adempimenti importanti ancora da espletare! O forse l’elezione del consigliere Rabito alla Presidenza ha fatto credere che le incombenze del consiglio fossero finite?

Questo consiglio comunale è “zoppo”, e di fatto non è messo nelle condizioni di lavorare: mancano infatti le commissioni consiliari, indispensabili strumenti dell’autogoverno cittadino. A che pro tutto questo ritardo? Come mai si sta indugiando così tanto nella convocazione di una nuova seduta? Cosa bolle in pentola?

Capisco che c’è stato di mezzo Ferragosto, ma ricordo al Presidente e al Sindaco, che è a capo della sua maggioranza, che il consiglio va convocato almeno con 10 giorni di avviso, ed essendo oggi il 20 agosto e posto che si proceda a convocarlo in giornata, se ne parlerà ai primi di settembre… E intanto il tempo passa, indispensabile per far decantare le situazioni politiche più spinose che Bonaiuto è chiamato a risolvere all’interno della sua tanto estesa quanto imprecisata maggioranza. A proposito: a quanto ammontano i consiglieri che lo sostengono? Qualcuno è già stato accontentato, ma per gli altri? E l’assessore alla trasparenza, l’ill.mo senatore Centaro: chi lo ha visto? E intanto l’amministrazione ha proceduto con dei provvedimenti che certamente non sono di ordinaria amministrazione: ha revocato gli incarichi ad alcuni professionisti.

Ufficialmente, si legge nella delibera, perché le opere pubbliche in questione sarebbero di “difficile realizzazione”. Ma a molti appare sempre più come una prima “vendetta” del sindaco nei confronti di chi ha osato non allinearsi con lui: i professionisti sollevati dagli incarichi sono infatti cittadini che nella recente campagna elettorale non si sono schierati al suo fianco, scegliendo liberamente di esporsi politicamente con la compagine avversa a Bonaiuto. E appare ancora più singolare che l’amministrazione non abbia minimamente provveduto ad interpellare prima i destinatari della revoca, atto per lo meno dovuto alle buone intenzioni che, in realtà, dimostrano come siamo di fronte ad una vera e propria azione “punitiva”. E il prossimo intervento quale sarà? La revoca di quei dirigenti “colpevoli” di non essersi allineati ai voleri del sindaco nella sua campagna elettorale? Ai posteri l’ardua sentenza!

Per rimanere sempre in tema di interventi che non appartengono all’ordinaria amministrazione: se da un lato le recenti manifestazioni dell’agosto Pachinese sono costate alle tasche dei pachinesi oltre 76 mila €, mentre qualcuno si gongola su improbabili miracoli (puntualmente smentiti dai fatti, ma taciuti da certa stampa sempre più “al soldo” dell’amministrazione), il sindaco Bonaiuto ha prelevato dal Fondo di Riserva circa 80 mila € destinati alle manifestazioni dell’estate. Conoscete la favola della cicala e della formica? Ebbene, mi chiedo come si farà una volta passata l’estate canterina! E su tutto questo il Consiglio continua ad essere assente. Ma, almeno questa volta, la colpa non è sua!

Roberto Bruno

giovedì 20 agosto 2009

Una via ad Antonio di Rudinì, una piazza ad Anpalagan Ganeshu e uno spazio pubblico a Marzamemi in memoria di Nuzzo Neri

Nei giorni scorsi ho presentato all'Amministrazione della città la richiesta di voler intitolare una via cittadina al marchese Antonio di Rudinì Starrabba, una piazza ad Anpalagan Ganeshu e uno spazio pubblico di Marzamemi al compianto Nuzzo Neri.

Di seguito copia della richiesta, presentata in data 04 agosto 2009:

Il sottoscritto , nella qualità di consigliere comunale di Progetto Pachino – Partito Democratico, con la presente Chiede all’Amministrazione Municipale di voler procedere ad intitolare due vie cittadine e una piazza al marchese Antonio Di Rudinì Starrabba, Antonio Neri detto Nuzzo, Anpalagan Ganeshu, per le seguenti motivazioni:

1) Antonio Di Rudinì Starrabba, presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia e discendente dei fondatori della città di Pachino, fu benefattore per la città e il territorio di Pachino avendo ammodernato con l’impiego di grandi capitali i propri vigneti nel territorio di Pachino durante uno dei momenti di maggiore crisi del settore come fu l’invasione della fillossera negli anni ’90 dell’800. Fece edificare lo stabilimento enologico di c.da Lettiera che fu tra i più moderni dell’isola negli anni di rilancio dell’attività. Del marchese e della famiglia Di Rudinì oggi purtroppo non rimane nulla, a parte lo stabilimento enologico recentemente restaurato dal Comune grazie ad un finanziamento europeo, e persino la via cittadina a lui intitolata dopo la morte, avvenuta nel 1908, e che affiancava l’antica Casa dello stesso in pieno Centro Storico, è stata ri-denominata in tempi successivi. Si chiede l’intitolazione di una importante via cittadina alla figura del marchese Di Rudinì, statista e benefattore di Pachino, preferibilmente l’antica via a lui denominata (attuale via Libertà) o in subordine l’attuale viale Toronto che collega la città di Pachino alla borgata di Marzamemi.

2) Antonio Neri, detto Nuzzo, scomparso nel marzo del 2007, è stato per molti un simbolo della città di Pachino e soprattutto di Marzamemi. Genio e sregolatezza, sin da giovane ha militato nella locale sezione del Partito Comunista Italiano, ricoprendovi importanti incarichi dirigenziali finché una lunga malattia non lo ha progressivamente allontanato dall’attività politica avvicinandolo invece a varie espressioni artistiche popolari esercitate nella pittura naif e nel componimento di numerose poesie popolari, alcune delle quali vincitrici in concorsi regionali e nazionali. Nuzzo Neri è stato a modo suo uno dei primi promotori della borgata di Marzamemi, prima ancora che la stessa venisse conosciuta dai circuiti ufficiali del turismo regionale e nazionale. Di lui sono in migliaia i pachinesi che ne conservano un affettuoso ricordo fissato nella memoria: Nuzzo Neri, seduto su una seggiola davanti al loggione della Tonnara di Marzamemi (come in Piazza Vittorio Emanuele nei pomeriggi invernali) con lo stendino per la biancheria colmo di libretti con le sue poesie e i quadri naif poggiati attorno a lui. Si chiede l’intitolazione di uno spazio nella borgata di Marzamemi, preferibilmente nella zona della Balata, luogo prediletto del compianto Nuzzo Neri.

3) Anpalagan Ganeshu è una delle vittime del terribile Naufragio del Natale ’96, avvenuto nelle acque del Canale di Sicilia a poche miglia da Portopalo di Capo Passero, in cui persero la vita quasi 300 migranti provenienti da varie parti del mondo. Anpalagan Ganeshu, di etnia Tamil, aveva appena 17 anni quando perse la vita nel naufragio ed aveva attraversato le acque del Mediterraneo in fuga dalla guerra civile in corso nello Sri Lanka, suo paese natale, in cerca di un futuro migliore presso la famiglia dello zio presente in Italia. La storia del giovane Anpalagan, come le vicende del naufragio incluse le trame criminose che si celano dietro il mercato dei clandestini, sono state ricostruite dal giornalista Giovanni Maria Bellu in un libro edito da Mondadori nel 2004 dal titolo I Fantasmi di Portopalo. Si propone di intitolare ad Anpalagan Ganeshu la piazzetta della zona Tre Colli di Pachino, meta di incontro e svago dei giovanissimi pachinesi, come testimonianza di un legame forte fra i giovani di tutto il mondo indipendentemente dal colore della pelle, dalla lingua parlata o dalla religione professata. L’intitolazione della suddetta piazza costituisce un importante valore simbolico per i giovani di Pachino, rendendo al tempo stesso onore alla memoria del naufrago: il giovane Anpalagan a 13 anni dalla morte in qualche modo sarebbe riuscito ad approdare nella terra siciliana, e tra i giovani coetanei di Pachino, segno della necessità di reciproca integrazione fra le comunità di migranti e la comunità di pachinesi. Si propone infine, in caso di favorevole accoglimento della presente proposta, di apporre una piccola lapide con la suddetta scritta tratta dal prologo con cui Giovanni Maria Bellu ricorda il giovane Anpalagan Ganeshu: “I sogni dell’adolescenza sono uguali ovunque perché sono essenziali, stanno alla vita emotiva come il cibo sta a quella fisica” (Giovanni Maria Bellu, I Fantasmi di Portopalo).

In attesa di conoscere le intenzioni da parte dell’Amministrazione Comunale in merito a quanto in oggetto si coglie l’occasione per porgere distinti saluti

Pachino, 04 agosto 2009
Il consigliere comunale di
di Progetto Pachino – Partito Democratico
Roberto Bruno

martedì 11 agosto 2009

I gioielli di famiglia non si toccano!

Una delle ultime delibere approvate dal Commissario Straordinario che ha retto l’amministrazione della città sino all’insediamento del nuovo sindaco ha interessato l’approvazione di una perizia per l’eventuale messa in vendita dell’ex Cine Diana e della Casa di San Giuseppe.
La dismissione di tali beni del patrimonio comunale rappresenterebbe una scelta scellerata qualora la nuova amministrazione intendesse proseguire con gli indirizzi adottati dal Commissario in data 23 giungo ’09.

Nella citata delibera commissariale (la n° 103 del 23 giugno ’09, praticamente il giorno dopo il secondo turno di ballottaggio, un chiaro indirizzo al nuovo sindaco?) si legge che “al fine di sanare le passività di questo Comune, vista la crisi di liquidità, la vendita di alcuni immobili non utilizzati quale il cinema Diana, potrebbe essere una soluzione per fare fronte alla grave situazione economica; si ritiene opportuno provvedere all’approvazione della stima degli immobili citati in oggetto, che possono essere oggetto di diretta alienazione previo esperimento di apposita gara ed ovviamente previo inserimento degli stessi nel programma triennale delle opere pubbliche”.

Nell’esprimere la massima contrarietà a tale ipotesi, la settimana scorsa ho presentato una Interrogazione al Sindaco dove chiedo di conoscere quali siano gli intendimenti da parte dell’Amministrazione Municipale a tal proposito.

Piuttosto si proceda con il reperimento dei fondi necessari per realizzare il progetto che vede l’ex Cine Diana, acquistato al patrimonio comunale ed inserito fra le priorità dell’Ente nella Programmazione triennale delle OO.PP., come un Centro Polivalente destinato alla fruizione pubblica per spettacoli e manifestazioni culturali, tanto necessarie nella nostra città. Inoltre, cosa che evidentemente non è stata affatto tenuta in considerazione, lo stabile dell’ex Cine Diana rappresenta una importante valenza storica e culturale per città di Pachino, così poco accorta nei passati decenni a tutelare e valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale.

Nella medesima delibera del Commissario si paventa l’ancora più incredibile intenzione di dismettere, cioè di vendere, anche la cosiddetta Casa di San Giuseppe.

La Casa di San Giuseppe, recentemente ristrutturata ad opera del Comune, rappresenta una delle ultime testimonianze ancora esistenti dell’originario assetto architettonico di Pachino di fine ‘700 e pertanto vincolata come Bene di grande valore Culturale.
Richiamo piuttosto l’attenzione della cittadinanza e della autorità affinché nei locali della Casa di San Giuseppe, così denominata per via della statua del Santo sita nell’edicola votiva posta in alto, si allestisca un Museo Multimediale sulla Storia e la Memoria della città di Pachino, in vista del prossimo 250° Anniversario della Fondazione della Città.

Non si capisce con quale logica di ragionamento si persista ad umiliare i Beni Culturali del nostro territorio piuttosto che riqualificarli. I gioielli di famiglia NON si toccano!

Roberto Bruno

mercoledì 5 agosto 2009

Contro il declassamento del Laboratorio di Analisi di Pachino

FIRMA LA PETIZIONE
Si è recentemente appreso che sarebbe intendimento del Programma Regionale della Sanità declassare il laboratorio di analisi di Pachino, dopo la sua istituzione nel 2001 che fu una vera e propria conquista ottenuta a seguito di una vasta mobilitazione popolare e l’interessamento delle associazioni locali e di comitati di cittadini.
Il declassamento del laboratorio di analisi creerebbe un grave disagio all’intera comunità di Pachino e di Portopalo di Capo Passero, e non si capisce quali siano le ragioni di tale intendimento, considerato che il servizio funziona molto bene sia sul piano delle utenze che degli introiti per i servizi ricevuti, e che il suo depotenziamento creerebbe numerosi disagi a tutta la cittadinanza.
Non si può rimanere indifferenti e silenti dinnanzi all’ennesimo taglio indiscriminato alla sanità perpetrato a danno dei cittadini pachinesi. Un forte appello alla politica regionale e una mobilitazione generale affinché si possa fare fronte comune e dire NO al depotenziamento della sanità locale.
Contrasteremo pertanto la decisione della Regione Siciliana nel nome e per conto della salute dei cittadini di Pachino e della martoriata situazione sanitaria del nostro territorio.
A tal fine si comunica che ho presentato un Ordine del Giorno da votare nella prossima seduta del Consiglio Comunale al fine di rispondere in modo unitario a quello che appare come un vero e proprio scippo.
Si invita infine tutta la cittadinanza a voler firmare entro il 18 settembre la Petizione Popolare promossa dall’APAC (Associazione Pachinese Anti-Crimine) proprio per impedire l’attuazione del declassamento del Laboratorio di Analisi. I fogli della petizione si potranno firmare presso lo stesso Laboratorio di Analisi di contrada Cozzi, presso il Centro Servizi “Angelo Cammisuli” di c.so Nunzio Costa e negli studi dei medici di Pachino.

Impediamo TUTTI INSIEME che ci venga scippato ciò che con grande sacrificio siamo riusciti a conseguire negli anni passati!

Roberto Bruno