Comunicato Stampa dell'11 settembre 2009
Quanto successo durante la seduta di ieri sera (10 settembre ’09) del Consiglio Comunale è perlomeno surreale.
E preferisco limitarmi a definirlo in questo modo per non scadere in considerazioni le quali, inevitabilmente, provocherebbero dei giudizi politici molto duri nei confronti della seconda carica istituzionale della città, cioè la Presidenza del Consiglio Comunale.
Non è del resto la prima volta che il Presidente entra nel merito del dibattito in aula, violando in questo modo il ruolo di garante cui è chiamato nei confronti di tutto il Consiglio Comunale nella sua interezza, e non solo della maggioranza che lo ha votato.
Ma veniamo ai fatti, indispensabili per ricostruire cosa è accaduto.
Non è del resto la prima volta che il Presidente entra nel merito del dibattito in aula, violando in questo modo il ruolo di garante cui è chiamato nei confronti di tutto il Consiglio Comunale nella sua interezza, e non solo della maggioranza che lo ha votato.
Ma veniamo ai fatti, indispensabili per ricostruire cosa è accaduto.
Convocazione d’urgenza con un solo punto all’O.d.G., oltre al primo che va sempre inserito e che riguarda le “Comunicazioni, mozioni ed eventuali interrogazioni ed interpellanze”. Il punto riguarda la “Modifica dello Statuto sociale dell’ATO SR 2 per la riduzione dei componenti del Consiglio di Amministrazione”, atto dovuto a seguito di una legge regionale del 2008 che sta tentando di razionalizzare le spese di gestione per queste strutture che, in modo trasversale, sono considerate dei carrozzoni di sottogoverno che spillano di anno in anno denaro alle già sofferenti casse comunali, ivi incluse quelle di Pachino, senza ricevere alcun giovamento.
Ma già al primo punto, quello relativo alle Comunicazioni, avendo chiesto parola ed interrogando gli Amministratori presenti (Sorbera, Bufardeci e Mandalà) su alcuni atti adottati, quali delibere di giunta e determine sindacali, con relativi impegni di spesa per l’Ente, ho notato una certa insofferenza da parte del Presidente e di un consigliere della maggioranza rispetto ai quesiti che ponevo e i chiarimenti che richiedevo. Va aggiunto, ad onore del vero, che nessuno degli Amministratori s’è sottratto dal rispondere ed anzi ogni richiesta sollevata ha trovato pronto accoglimento e spiegazione da parte degli Amministratori, con motivazioni che, personalmente, ho trovato alcune ammissibili ed altre non condivisibili. Ma sempre nel pieno rispetto istituzionale.
Concluso il primo punto, con la manifesta insofferenza da parte di qualche consigliere di maggioranza (uno per la verità) che mi invitava a rivolgere per iscritto queste domande, e al quale ho prontamente risposto che non spetta a lui determinare le modalità di intervento del consigliere comunale del Partito Democratico, il Presidente ha incardinato il secondo punto sulla Modifica dello statuto ATO, invitando il Responsabile di P. O. del settore Ecologia ad entrare in aula per spiegare la natura e la genesi burocratica del provvedimento su cui eravamo stati chiamati ad esprimerci col voto. Una volta terminato l’intervento, il consigliere Corrado Quartarone rivolge alcune domande al funzionario presente, ma viene subito redarguito dal Presidente Rabito che inibisce di fatto il funzionario a rispondere (si trattava di quesiti strettamente inerenti l’argomento, quali ad esempio a quanto ammonta annualmente il contributo del Comune di Pachino all’ATO SR 2) ed interrompe l’intervento di Quartarone.
Ho chiesto pertanto la parola ed una volta ottenutala con non poca difficoltà, sono intervenuto a difesa di quanto sollevato dal collega Quartarone e contro l’atteggiamento censorio del Presidente, ricordandogli piuttosto il ruolo di garante che deve sempre assolvere. Ma il Presidente, entrando ancora una volta nel merito del dibattito e violando la libertà di due consiglieri comunali di esprimersi e di interrogare i funzionari presenti, ha tolto la parola a me e a Quartarone, impedito al funzionario di rispondere, ha dichiarato chiusa la discussione e aperto le operazioni di voto.
È la prima ed ultima volta che il Presidente si permette un uso arbitrario del potere durante i lavori dell’aula. Con ciò egli ha violato una serie di articoli del regolamento (una mezza dozzina) e soprattutto ha leso i diritti e le prerogative dei consiglieri di esprimersi su tutto quanto è di competenza dell’amministrazione comunale.
Si ricorda infine al Presidente che il Consiglio che egli presiede è l’organo di controllo dell’attività amministrativa e che non abbia mai più a ripetersi un atteggiamento censorio da parte sua contro singoli consiglieri comunali, specie se dell’opposizione.
Questo atteggiamento denota una profonda insofferenza di una parte della maggioranza (ivi incluso il Presidente evidentemente) nei confronti delle libertà di espressione e di mandato dei consiglieri comunali dell’opposizione. Forse non sanno che la vera funzione del Consiglio Comunale come organo elettivo è la somma di voci, non la loro sottrazione: è scambio di idee e pluralità di posizioni, tutte tese al bene dell’amministrazione pubblica.
L’idea di chiudere la bocca alle opposizioni, di mettere loro il bavaglio, di impedirne le espressioni politiche in aula su questioni che riguardano la vita pubblica, provvedimenti e atti adottati è sintomo di un brutto clima che si inizia a respirare nel palazzo di città e che, per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni sede e con tutte le nostre forze.
Ma già al primo punto, quello relativo alle Comunicazioni, avendo chiesto parola ed interrogando gli Amministratori presenti (Sorbera, Bufardeci e Mandalà) su alcuni atti adottati, quali delibere di giunta e determine sindacali, con relativi impegni di spesa per l’Ente, ho notato una certa insofferenza da parte del Presidente e di un consigliere della maggioranza rispetto ai quesiti che ponevo e i chiarimenti che richiedevo. Va aggiunto, ad onore del vero, che nessuno degli Amministratori s’è sottratto dal rispondere ed anzi ogni richiesta sollevata ha trovato pronto accoglimento e spiegazione da parte degli Amministratori, con motivazioni che, personalmente, ho trovato alcune ammissibili ed altre non condivisibili. Ma sempre nel pieno rispetto istituzionale.
Concluso il primo punto, con la manifesta insofferenza da parte di qualche consigliere di maggioranza (uno per la verità) che mi invitava a rivolgere per iscritto queste domande, e al quale ho prontamente risposto che non spetta a lui determinare le modalità di intervento del consigliere comunale del Partito Democratico, il Presidente ha incardinato il secondo punto sulla Modifica dello statuto ATO, invitando il Responsabile di P. O. del settore Ecologia ad entrare in aula per spiegare la natura e la genesi burocratica del provvedimento su cui eravamo stati chiamati ad esprimerci col voto. Una volta terminato l’intervento, il consigliere Corrado Quartarone rivolge alcune domande al funzionario presente, ma viene subito redarguito dal Presidente Rabito che inibisce di fatto il funzionario a rispondere (si trattava di quesiti strettamente inerenti l’argomento, quali ad esempio a quanto ammonta annualmente il contributo del Comune di Pachino all’ATO SR 2) ed interrompe l’intervento di Quartarone.
Ho chiesto pertanto la parola ed una volta ottenutala con non poca difficoltà, sono intervenuto a difesa di quanto sollevato dal collega Quartarone e contro l’atteggiamento censorio del Presidente, ricordandogli piuttosto il ruolo di garante che deve sempre assolvere. Ma il Presidente, entrando ancora una volta nel merito del dibattito e violando la libertà di due consiglieri comunali di esprimersi e di interrogare i funzionari presenti, ha tolto la parola a me e a Quartarone, impedito al funzionario di rispondere, ha dichiarato chiusa la discussione e aperto le operazioni di voto.
È la prima ed ultima volta che il Presidente si permette un uso arbitrario del potere durante i lavori dell’aula. Con ciò egli ha violato una serie di articoli del regolamento (una mezza dozzina) e soprattutto ha leso i diritti e le prerogative dei consiglieri di esprimersi su tutto quanto è di competenza dell’amministrazione comunale.
Si ricorda infine al Presidente che il Consiglio che egli presiede è l’organo di controllo dell’attività amministrativa e che non abbia mai più a ripetersi un atteggiamento censorio da parte sua contro singoli consiglieri comunali, specie se dell’opposizione.
Questo atteggiamento denota una profonda insofferenza di una parte della maggioranza (ivi incluso il Presidente evidentemente) nei confronti delle libertà di espressione e di mandato dei consiglieri comunali dell’opposizione. Forse non sanno che la vera funzione del Consiglio Comunale come organo elettivo è la somma di voci, non la loro sottrazione: è scambio di idee e pluralità di posizioni, tutte tese al bene dell’amministrazione pubblica.
L’idea di chiudere la bocca alle opposizioni, di mettere loro il bavaglio, di impedirne le espressioni politiche in aula su questioni che riguardano la vita pubblica, provvedimenti e atti adottati è sintomo di un brutto clima che si inizia a respirare nel palazzo di città e che, per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni sede e con tutte le nostre forze.
Il Consiglio Comunale rappresenta la pluralità dei cittadini di Pachino e il Presidente deve far parlare tutti, limitandosi a contingentare i tempi ed impegnandosi a non intromettersi nel merito degli interventi di singoli consiglieri.
Le domande e i rilievi sollevati durante il dibattito di ieri in aula.
Ho chiesto all’Assessore Mandalà (deleghe all’Agricoltura e ai Beni Culturali) cosa stesse predisponendo per risolvere il problema sorto in merito al servizio di vidimazione delle bollette per i viticoltori Pachinesi che hanno i loro vigneti ricadenti in territorio di Noto.
Ho chiesto inoltre cosa stesse predisponendo per i 250 anni della Fondazione della Città di Pachino che cadrà il prossimo anno e proposto altresì che tempestivamente si costituisca un Comitato Promotore per la programmazione e gestione delle celebrazioni, presieduto dal Sindaco e di cui facciano parte una rappresentanza del Consiglio Comunale in quanto organo elettivo oltre a studiosi, intellettuali e cultori di storia.
Ho chiesto al Vicesindaco Sorbera delucidazioni in merito ad alcuni atti.
In particolare nella determina sindacale n° 46 del 7 settembre (che porta la sua firma) ho chiesto se l’assegnazione della Posizione Organizzativa ad un funzionario con posto D1 all’VIII° settore al posto di un D3 che deteneva tale ruolo, non possa creare un eventuale contenzioso del detto funzionario D3 con l’Ente, con una probabile condanna per l’Ente stesso da parte del Giudice del Lavoro e quindi un’inevitabile danno erariale per il Comune.
Ho chiesto inoltre se nella determina sindacale n° 41 del 2 settembre (che porta la firma del Sindaco) con cui si affida l’incarico di esperto ad un professionista, la somma corrisposta di € 15.000 non sia esosa rispetto ai tempi indicati per la prestazione (15 settembre, ovvero 13 giorni a decorrere dalla data di assegnazione dell’incarico, con un compenso di oltre 1.000 € al giorno), e se non vi fossero professionalità interne all’Ente con cui sopperire a tale esigenza (come previsto dalla Circolare n° 2 del 2008 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica) ovvero il Segretario Generale, il Vice Segretario, il Responsabile di Posizione Organizzativa del Settore Legale, l’Esperto legale del Comune come da precedente e ancora vigente incarico dato con determina sindacale all’avv. Di Fede Salvatore. Ho chiesto infine, sempre in merito a tale determina, se fosse contabilmente corretto l’impegno di spesa di 10.550 € a carico del Bilancio Pluriennale 2010, visto che comunque il suddetto professionista beneficiario dell’incarico terminerà le proprie prestazioni entro il 31 ottobre 2009, come è scritto al punto 4 della suddetta delibera n° 41.
Ho chiesto infine all’Assessore Bufardeci come sta procedendo l’Amministrazione in merito al Capitolato d’Appalto della Nettezza Urbana che, come noto, scadrà il prossimo 30 settembre.
Superfluo aggiungere che le risposte ottenute a quanto da me sollevato sono state poco esaustive e continueremo con pervicacia a porre con grande serietà la nostra attività di controllo su quanto sta operando l’Amministrazione.
Il consigliere
Roberto Bruno
Le domande e i rilievi sollevati durante il dibattito di ieri in aula.
Ho chiesto all’Assessore Mandalà (deleghe all’Agricoltura e ai Beni Culturali) cosa stesse predisponendo per risolvere il problema sorto in merito al servizio di vidimazione delle bollette per i viticoltori Pachinesi che hanno i loro vigneti ricadenti in territorio di Noto.
Ho chiesto inoltre cosa stesse predisponendo per i 250 anni della Fondazione della Città di Pachino che cadrà il prossimo anno e proposto altresì che tempestivamente si costituisca un Comitato Promotore per la programmazione e gestione delle celebrazioni, presieduto dal Sindaco e di cui facciano parte una rappresentanza del Consiglio Comunale in quanto organo elettivo oltre a studiosi, intellettuali e cultori di storia.
Ho chiesto al Vicesindaco Sorbera delucidazioni in merito ad alcuni atti.
In particolare nella determina sindacale n° 46 del 7 settembre (che porta la sua firma) ho chiesto se l’assegnazione della Posizione Organizzativa ad un funzionario con posto D1 all’VIII° settore al posto di un D3 che deteneva tale ruolo, non possa creare un eventuale contenzioso del detto funzionario D3 con l’Ente, con una probabile condanna per l’Ente stesso da parte del Giudice del Lavoro e quindi un’inevitabile danno erariale per il Comune.
Ho chiesto inoltre se nella determina sindacale n° 41 del 2 settembre (che porta la firma del Sindaco) con cui si affida l’incarico di esperto ad un professionista, la somma corrisposta di € 15.000 non sia esosa rispetto ai tempi indicati per la prestazione (15 settembre, ovvero 13 giorni a decorrere dalla data di assegnazione dell’incarico, con un compenso di oltre 1.000 € al giorno), e se non vi fossero professionalità interne all’Ente con cui sopperire a tale esigenza (come previsto dalla Circolare n° 2 del 2008 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica) ovvero il Segretario Generale, il Vice Segretario, il Responsabile di Posizione Organizzativa del Settore Legale, l’Esperto legale del Comune come da precedente e ancora vigente incarico dato con determina sindacale all’avv. Di Fede Salvatore. Ho chiesto infine, sempre in merito a tale determina, se fosse contabilmente corretto l’impegno di spesa di 10.550 € a carico del Bilancio Pluriennale 2010, visto che comunque il suddetto professionista beneficiario dell’incarico terminerà le proprie prestazioni entro il 31 ottobre 2009, come è scritto al punto 4 della suddetta delibera n° 41.
Ho chiesto infine all’Assessore Bufardeci come sta procedendo l’Amministrazione in merito al Capitolato d’Appalto della Nettezza Urbana che, come noto, scadrà il prossimo 30 settembre.
Superfluo aggiungere che le risposte ottenute a quanto da me sollevato sono state poco esaustive e continueremo con pervicacia a porre con grande serietà la nostra attività di controllo su quanto sta operando l’Amministrazione.
Il consigliere
Roberto Bruno

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