Giornale di Sicilia, venerdì 17 luglio 2009
CRITICHE. Parla Bruno
Comune, è polemica sul dono degli «scieri»
«Dove finiranno e in che modo saranno tutelati?». Il consigliere comunale Roberto Bruno, presidente dell’Associazione Studi Storici di Pachino, richiama all’attenzione l’amministrazione comunale sulla questione degli scieri, gli ultimi due grandi barconi utilizzati dai tonnaroti in passato. Il proprietario delle imbarcazioni da pesca ha intenzione di regalarli al Comune, e ad annunciare il dono è stato il sindaco, Paolo Bonaiuto, i cui termini saranno concordati in una riunione tra la proprietà, l’amministrazione e la Soprintendenza. «Una situazione che sta diventando grottesca –ha dichiarato Bruno- penso che non si possa a cuor leggero annunciare il regalo fatto dal proprietario degli scieri per diversi motivi». Il consigliere comunale parla di una diffida della Soprintendenza dello scorso agosto, in cui il proprietario dei barconi, su cui esiste un vincolo, viene invitato alla rimozione della sterpaglia e pulitura dell’area dove sono allocati da cinque anni, da quando furono portati fuori dal loggione della tonnara, alla realizzazione di una copertura protettiva ed al trattamento ligneo. Diffida a cui fece seguito, a sostegno, in uno degli ultimi consigli comunali del governo Campisi, una risoluzione votata all’unanimità dai consiglieri «dove si ribadisce –continua Bruno- il vincolo sugli scieri e il fatto che debbano tornare nel loggione della tonnara. L’amministrazione deve dire in modo chiaro dove metterli, quali risorse finanziarie ha e come intende procedere per il restauro». Le proposte di collocare i barconi nell’ex palmento Di Rudinì, ora Ecomuseo del Mediterraneo, o dentro teche di vetro sono state bocciate dal consigliere comunale. «Gli scieri non devono uscire né da Marzamemi –sottolinea con veemenza- né dal centro storico e devono essere riposte nel loro posto naturale, che è il loggione della tonnara, altrimenti questi beni culturali rischiano di perdersi definitivamente, abbandonati agli agenti atmosferici da cinque anni».
Sebastiano Diamante
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